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Una giornata di festa, memoria e partecipazione quella vissuta oggi dalla comunità parrocchiale di Sant’Alfonso Maria del Liguori, che ha celebrato il 50° anniversario dell’istituzione della parrocchia e l’inaugurazione della nuova cupola, restaurata e dipinta dal maestro Raffaele Della FeraLa mattinata si è aperta con la presentazione dell’opera, seguita dalla concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Arturo Aiello insieme al padre provincia. Numerosa la partecipazione dei fedeli, insieme a diversi prelati che hanno guidato la parrocchia nel corso degli anni, tra cui il primo parroco, padre Sisto Dominijanni. La cupola rappresenta un intervento artistico di forte valore simbolico. Attraverso scene, volti e colori, l’opera racconta la figura di Sant’Alfonso come uomo vicino alla gente, capace di scelte coraggiose e di una fede concreta, vissuta nel servizio.

Durante la presentazione, l’artista ha spiegato il senso del lavoro svolto: “Non volevo realizzare una semplice decorazione. Questa cupola doveva raccontare una storia, quella di Sant’Alfonso e di questa comunità. È un’opera nata dall’ascolto e dal rispetto per il cammino di chi vive questo luogo ogni giorno”.

Un lavoro durato mesi e portato avanti anche grazie al contributo di collaboratori e volontari: “Gennaro, Pasquale e Tommaso sono stati fondamentali. Abbiamo lavorato spesso anche di sera, con fatica, ma con la consapevolezza di costruire qualcosa che sarebbe rimasto“.

La storia della presenza redentorista ad Avellino affonda le radici nel XIX secolo, dopo una missione predicata da Sant’Alfonso in città. Sul finire dell’Ottocento, Monsignor Carmelo Adinolfi donò alla Congregazione una villa di campagna con annesso oratorio. Fu Padre Amabile a trasformarla in casa religiosa e poi in chiesa, consacrata nel 1909 al Santissimo Redentore. Con l’espansione urbana, nel 1959 venne istituita la parrocchia intitolata a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. La nuova chiesa fu completata e consacrata il 1° agosto 1975. Nel 1976 la comunità dei Padri Redentoristi si trasferì nel nuovo complesso parrocchiale per essere più vicina alla popolazione del quartiere. Nel 1992 l’edificio fu ristrutturato e dotato della sacrestia. Oggi la comunità è guidata dai padri Antonio Proietto, parroco, Mario Ceneri e Lorenzo Gasparro, superiore e vice-parroco. La nuova cupola viene ora consegnata alla comunità come segno di continuità tra passato e presente. Un’opera che unisce arte e fede e che si inserisce nel solco di una storia lunga oltre un secolo.