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Un punto che sa di carattere, conquistato con le unghie e con i denti. L’Avellino di Raffaele Biancolino esce dalla sfida con un pareggio prezioso, frutto di una reazione d’orgoglio dopo un’ora di sofferenza. Se la difesa regge l’urto grazie alla prova monumentale di Enrici e ai riflessi di Daffara, l’attacco fatica a trovare fluidità, penalizzato da un Tutino ancora fuori giri. È il cinismo di Biasci, unito all’impatto devastante dei subentrati, a rimettere in piedi un match che sembrava stregato.

Le pagelle.

Daffara 6,5: Alterna luci e ombre, ma il saldo è positivo. Se sullo svantaggio iniziale sembra muoversi con un pizzico di pigrizia, si riscatta con gli interessi: monumentale in avvio su Braunoder e provvidenziale nel finale nel blindare il risultato su Bellomo.

Cancellotti 6,5: Chiamato a fare il “braccetto” per emergenza, risponde col mestiere. Nonostante un giallo precoce che poteva condizionarlo, gestisce la pressione con l’esperienza del veterano.

Simic 6: Pomeriggio meno “imperiale” del solito. Gytkjaer è un cliente scomodo che lo costringe agli straordinari, ma il centrale biancoverde domina comunque il cielo vincendo il 75% dei duelli aerei.

Enrici 7: Sfodera una prestazione maiuscola per attenzione e tempismo. Non sbaglia un intervento, dominando sia nel gioco d’anticipo che nella marcatura a uomo. La sua freddezza infonde sicurezza a tutto il pacchetto arretrato.

Missori 6,5: È la scintilla che prova ad accendere la corsia. Spinge con continuità e coraggio; gli manca solo il guizzo decisivo, ma la sua proiezione offensiva è una costante spina nel fianco.

Besaggio 6,5: Un “motore” inesauribile. Garantisce equilibrio tra le due fasi, recuperando palloni e rilanciando l’azione con qualità. È l’anima dinamica del reparto.

Palmiero 6: Prezioso nel lavoro sporco, ma meno lucido del solito in costruzione (16 possessi persi). (Dal 69′ Palumbo 6): Entra per dare ordine nel momento più caldo della gara. Svolge il compito senza sbavature.

Sounas 6,5: Quantità e qualità. Si sacrifica in pressing senza rinunciare a geometrie intelligenti che alzano il livello tecnico della squadra.

Milani 5: Pomeriggio da incubo nel duello con Mane. Anche sul gol dell’1-0 la sua opposizione è troppo morbida. (Dal 59′ Russo 6,5): Il suo ingresso cambia l’inerzia. Ha il merito di crederci e di scagliare il tiro che propizia il pareggio.

Tutino 5: Ancora un “non pervenuto”. Sembra smarrito e lontano dalla miglior condizione. Un’ora di gioco senza mai riuscire a incidere. (Dal 59′ Patierno 6): Non ha palloni puliti per calciare, ma lotta su ogni rinvio e mette il fisico per far salire la squadra.

Biasci 7: L’uomo della provvidenza. In una partita dove riceve pochissimi rifornimenti, dimostra perché è un cecchino d’area di rigore. Gli basta un solo pallone sporco per trasformarlo in oro: una zampata da rapace che vale un pareggio pesantissimo. Cinico e letale.

Biancolino 6: Non è stata la versione più brillante del suo Avellino, complice qualche scelta iniziale rivedibile, ma ha il merito di leggere bene la gara in corsa: i cambi e il passaggio al nuovo modulo raddrizzano la situazione.