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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Sandro Ruotolo.

Lascio il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia dopo aver espresso il voto favorevole al bilancio. L’ho fatto per senso di responsabilità verso la città e per rispetto dell’istituzione consiliare: Castellammare ha bisogno di certezze amministrative e di continuità nei servizi essenziali.
Questa amministrazione, però, non è stata all’altezza della situazione. Non è stata un argine alla camorra.
Dopo l’approvazione del bilancio, il sindaco Vicinanza ha dichiarato che con le sue dimissioni vincerebbe la camorra. Io penso il contrario. Le sue dimissioni imporrebbero ai partiti una riflessione seria sul ruolo delle liste civiche. La camorra prospera dove la politica è debole e trova terreno fertile nel cosiddetto civismo, nel proliferare di liste civiche dell’ultimo minuto, veri e propri comitati elettorali del “partito degli eletti”.
Anche nell’ipotesi di uno scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, esisterebbero tempo e spazio per ricostruire un rapporto sano, trasparente e credibile tra politica e cittadini.
Quando ho accettato la candidatura proposta dal Partito Democratico, come capolista alle ultime elezioni comunali, mi sono assunto un impegno preciso: essere un punto di riferimento nella battaglia per la legalità, contro la camorra e per la trasparenza della vita amministrativa.
Castellammare veniva da uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche e da un lungo commissariamento. Quelle elezioni hanno rappresentato il ritorno alla democrazia e avrebbero dovuto segnare una discontinuità netta. Per questo ho messo a disposizione della città la mia storia, il mio lavoro, la mia credibilità. In questi mesi ho cercato di svolgere fino in fondo quel ruolo. Insieme all’Università Federico II di Napoli abbiamo costruito l’Osservatorio sulla camorra stabiese: un lavoro serio e documentato che ha analizzato dinamiche elettorali e territoriali delicate, soprattutto nei quartieri a più alto rischio criminale, dove sono emerse criticità anche in relazione al voto e al coinvolgimento di consiglieri comunali di maggioranza. Nel frattempo è cresciuta l’attenzione della magistratura antimafia e della Prefettura sull’azione amministrativa del Comune. È un dato di fatto che interpella tutti e richiama a un alto senso di responsabilità istituzionale. Sono emersi collegamenti tra esponenti del Consiglio comunale e la criminalità organizzata: rapporti di parentela e intercettazioni telefoniche tra figure apicali dei clan e consiglieri comunali. Ritengo, a questo punto, di aver esaurito la funzione per la quale sono stato eletto: quella di essere un presidio politico e civile nella battaglia per la legalità e contro la camorra. Continuare a sedere in quest’Aula non aggiungerebbe nulla a un impegno che per me resta inderogabile. Per coerenza con il mandato ricevuto, per rispetto verso la città e verso la mia storia personale e istituzionale, ho quindi rassegnato le dimissioni da consigliere comunale di Castellammare di Stabia.
La lotta alla camorra non ammette ambiguità. Io continuerò questa battaglia, senza compromessi, come ho sempre fatto, dentro e fuori le istituzioni. Castellammare merita trasparenza, legalità e fiducia nel futuro.

Sandro Ruotolo commette un errore politico rassegnando le sue dimissioni irrevocabili da consigliere comunale di Castellammare di Stabia. La diagnosi c’è: la camorra esiste da quasi cinquant’anni in città. Tuttavia non prospetta alcuna terapia, se non lo scioglimento del Consiglio comunale. Da europarlamentare e da consigliere comunale avrebbe dovuto dare un contributo alla ripartenza dopo anni di sfasciume. Invece si è limitato, come ha dichiarato lui stesso nel corso di un Consiglio comunale, a dare il mio numero di telefono al commissario europeo Fitto, che ovviamente non mi ha mai chiamato”. E’ quanto dichiara il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza. “Non basta dire che a Castellammare di Stabia, così come in tanti altri luoghi, esiste la camorra: ciò di cui c’è bisogno è trovare le ricette giuste per contrastarla. È quello che la mia amministrazione sta facendo, nonostante le critiche esterne e prive di fondamento di Ruotolo. L’amico Sandro, nel suo passato da giornalista, ha avuto ottime fonti; su Castellammare, però, le sue fonti politiche sono compromesse. Sostiene – aggiunge Vicinanza – che le liste civiche siano un veicolo della camorra. Se così fosse, lo accerterà la magistratura. Anzi, come ho sempre ribadito, ben venga l’attenzione della magistratura, delle forze dell’ordine e della stessa Prefettura sul territorio, anche e soprattutto a tutela delle tante persone perbene che vivono in questa città e che ogni giorno si battono per renderla più accogliente, sicura e vivibile, molte delle quali hanno scelto liberamente di riporre fiducia in questo progetto amministrativo attraverso il voto. Sta di fatto che quelle liste civiche erano già presenti al tavolo della trattativa del centrosinistra ben prima che io fossi indicato come probabile candidato sindaco, e che le stesse liste e i loro rappresentanti si riunivano intorno a un tavolo nella sede del PD, il suo partito”. “Gli avevo proposto, nel corso di un incontro alla presenza di diversi autorevoli dirigenti del PD – rivela Vicinanza – di fare l’assessore alla legalità a Castellammare di Stabia per dare un contributo concreto al governo della città. Non si è mai degnato di darmi una risposta. Nè di spiegare le sue ragioni in consiglio comunale. Gli auguro di continuare nel Parlamento europeo il suo lavoro con lo stesso impegno profuso a Castellammare di Stabia. La città che ho l’onore di guidare, con tanta fatica, sa da che parte sto: contro la camorra, contro gli sfascisti e a favore del bene comune. Voglio ripetere a me stesso, alle forze politiche, associative e ai cittadini: se questa amministrazione dovesse andare via, la camorra si sentirebbe più debole o più forte? Io credo che la criminalità organizzata sia stata favorita per troppi anni anche dalla debolezza della politica e dalla discontinuità amministrativa. Ruotolo tifa ancora per un lungo commissariamento della città. Mi dispiace”, conclude Vicinanza.