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Finisce con il parziale accoglimento l’appello che ha messo di fronte una donna e la compagnia telefonica Fastweb. La sentenza del Giudice di Pace di Benevento, depositata il 10 aprile del 2020, aveva rigettato la domanda di risarcimento della stessa, difesa dall’avvocato Davide D’Andrea, nei confronti della compagnia difesa dall’avvocato Cozzi.

In primo grado Fastweb non era stata dichiarata responsabile di alcun comportamento/condotta illecita, ossia né di rispondere per i danni dovuti all’attivazione di un servizio non richiesto dal cliente, né per non aver fornito assistenza a seguito di malfunzionamenti dei servizi di telefonia fissa ed internet, né ancora per la ritardata e mancata risposta ai reclami, secondo le norme della Delibera Agcom 73/11/Cons. Il tutto con l’ulteriore “beffa” per il consumatore, il quale si è visto prelevare dalla compagnia telefonica delle somme non dovutele dal proprio conto corrente.

la donna è stata cliente Fastweb nel 2013 e ha rispettato gli obblighi contrattuali fino al mese di dicembre del 2015, momento nel quale ha comunicato la disdetta del piano tariffario. Un successivo contatto tra le parti ha portato all’attivazione di un nuovo piano della durata di 24 mesi ma a un costo più vantaggioso. La donna, però, si è vista recapitare fatture per importi di gran lunga superiori a quelle proposti dalla compagnia telefonica. In particolare, nel verificare le singole voci di costo sostenute per il servizio attivatole, si rendeva conto che, solo nel mese di novembre 2016, la Fastweb anziché addebitarle € 225,00 per l’arco temporale di 10 mesi circa (25,00 € x10), le aveva addebitato l’importo di € 481,88. A nulla sono valsi i reclami e le lamentele per la completa interruzione del servizio internet, passando anche attraverso l’intervento del CO.RE.COM. Campania.

La sentenza del giudice di appello ha ribaltato tutto. Il Tribunale di Benevento, quale Giudice di Appello, come chiesto dalla difesa dello Studio Legale Quattordici – Avv Davide D’Andrea -, ha riformato parzialmente la sentenza di prime cure ed ha condannato la Fastweb riconoscendo la illegittimità delle somme prelevate al consumatore e la responsabilità della stessa per aver violato la Delibera Agcom circa le condotte tenute nei confronti dell’utente.