Roberto Fico firma il decreto e vara la nuova Giunta regionale. Dieci assessori. Deleghe distribuite. Equilibri blindati.
I nomi scorrono rapidi: Mario Casillo vice con Trasporti e Mare, Vincenzo Cuomo al Governo del territorio, Andrea Morniroli al Sociale e Scuola. Poi Ambiente a Claudia Pecoraro, Sviluppo economico a Fulvio Bonavitacola, Turismo e Digitale a Vincenzo Maraio. Lavoro ad Angelica Saggese, Cultura a Ninni Cutaia, Politiche giovanili e Protezione civile a Fiorella Zabatta, Agricoltura a Maria Carmela Serluca.
Fico tiene per sé Sanità, Bilancio e fondi europei. Le leve pesanti. Ringraziamenti di rito. Auguri di buon anno. Squadra “pronta alle sfide”. Ma c’è un’assenza che pesa più delle deleghe: Caserta non c’è. Nessun assessore dal territorio casertano. Zero. Una scelta che già agita le acque e riapre il tema dell’equilibrio territoriale, sempre evocato, raramente praticato.
Dura la reazione della Lega. Antonella Piccerillo taglia corto: “Caserta esclusa. È una scelta grave. Non siamo una provincia di serie B”. Ancora più tranchant Gianpiero Zinzi: “Giunta confusa, monca, nata male. Troppe lotte interne, poca competenza”.
Sipario aperto sul nuovo corso. Ma dalla Reggia a Santa Lucia, per ora, il ponte resta alzato.




















