Tempo di lettura: 2 minuti

L’analisi del capitano Andrea Iannicelli arriva in un momento cruciale per la Scandone Avellino. Tra il bilancio di un girone d’andata quasi concluso, il cambio di guida tecnica e la necessità di trovare continuità lontano dal parquet amico, la guardia biancoverde traccia la strada per il futuro prossimo, a partire dalla delicata sfida di domenica a L’Aquila. La vittoria di Marigliano non è stata solo un successo per la classifica, ma una vera e propria medicina per il gruppo. “E’ stata fondamentale perché ci ha dato una scossa dopo la brutta prestazione di Roma contro la Tiber –  ammette con onestà Iannicelli – Quella sconfitta non ci ha fatto passare un Natale sereno. Tornare in campo e vincere è stata un’iniezione di fiducia necessaria per dimostrare che stiamo invertendo la rotta”.

Nonostante le turbolenze, i numeri sorridono alla Scandone. Con 9 vittorie e 3 sconfitte, il percorso è solido, ma il capitano non si accontenta: “Il bilancio è assolutamente positivo, ma c’è tanto da migliorare. Abbiamo vissuto il cambio in panchina e il gruppo si sta adattando a una nuova ‘vita tecnica’. Sono passaggi obbligati, ma la squadra ha potenzialità inespresse. L’obiettivo della società è chiaro, visti gli investimenti estivi, e noi vogliamo raggiungerlo”.

Il vero nodo da sciogliere resta il rendimento esterno. La Scandone in casa è una corazzata, ma fuori fatica a imporre il proprio ritmo. Domenica, sul campo de L’Aquila, servirà un cambio di mentalità. “Fuori casa non stiamo rendendo come in casa. Il problema principale nelle sconfitte di Benevento e Roma è stata l’intensità. Dobbiamo pareggiare l’impatto fisico ed emotivo dei nostri avversari. Il nuovo allenatore sta lavorando molto su questo: vogliamo imporre il nostro gioco ovunque.”

Infine, Iannicelli si sofferma sul suo contributo personale, un mix di esperienza e spirito di sacrificio in una stagione dove il minutaggio non è mai scontato: “Ho fatto un grande lavoro mentale e fisico per farmi trovare sempre pronto, anche partendo dalla panchina. Non è sempre facile quando i minuti variano, ma l’esperienza mi sta aiutando. Voglio essere utile alla causa in qualsiasi ruolo la squadra ne abbia bisogno”