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Sos tumori nella prima relazione sui lavori dell’Osservatorio sul termovalorizzatore di Acerra. Lo lanciano Verdi Ambiente e Società e L’Altritalia Ambiente, associazioni ecologiste presenti nell’organismo regionale. In merito all’acquisizione dei dati di natura sanitaria, gli ambientalisti “osservano che quelli forniti, con particolare riferimento al Registro Tumori Asl Napoli 2 Nord (che hanno utilmente integrato quelli del 2022, relativi al periodo 2010-2018, e presentano più dettagliatamente le risultanze del monitoraggio sanitario effettuato nel periodo 2018-2022) risultano particolarmente preoccupanti soprattutto per l’ultimo periodo”. Ed in particolare per il Comune di Acerra, “rilevando un costante incremento – si legge nella relazione – dell’incidenza di cancro per diversi organi ed apparati che risultano più elevati rispetto ai dati degli altri Distretti dell’Asl Napoli 2 Nord, con elevati tassi di incidenza nel Distretto 46 (Acerra) specie per quelli polmonari nei maschi (19,42%) e nella mammella per le femmine (27,55)“. Quanto al Tasso Standardizzato Diretto x 100.000 (Tsd), le associazioni rilevano “che i dati relativi alla mortalità dovuta a tumori sono rispettivamente (Tsd 367,69 per maschi e 209,370 per femmine per l’Asl Napoli 2 Nord e Tsd 342,69 per maschi e 197,29 per femmine per il Distretto Sanitario 46 Acerra)”. Si nota inoltre “che – in base alla suddivisione per distretti dell’Asl Na 2 Nord della mortalità per tumori – tra i picchi si registrano vari comuni dell’area (Giugliano, Quarto-Marano, Mugnano, Frattamaggiore, Arzano, Casoria, Afragola e Caivano, tutte zone industriali come Acerra, dove si registrano appunto tassi particolarmente elevati per il tumore alla mammella femminile, fra l’altro con una tendenza in crescita”.

L’auspicio espresso è “conseguentemente, che la Regione Campania e lo stesso Gestore dell’impianto – si facciano sempre più carico economico delle risorse necessarie alla regolare produzione e trasmissione dei dati dei monitoraggi sanitari, dettagliandoli per distretti sanitari e comprendendo anche quelli riguardanti il Comune di S. Felice a Cancello, direttamente (coinvolto benché sia esterno alla delimitazione territoriale provinciale e sanitaria) nonché di una verifica delle altre fonti di inquinamento ambientale presenti sul territorio”. Solidarietà viene infine espressa alle “comunità colpite così duramente dagli effetti di un persistente inquinamento delle matrici ambientali locali, con tassi di incidenza per tumori e di relativa mortalità assolutamente preoccupanti”. Sebbene, si sottolinea, “tali conseguenze sul piano sanitario – comprese anche patologie di natura non oncologica – allo stato non possano essere imputate direttamente alla presenza in zona di un inceneritore che ha finora bruciato oltre 9 milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati e tritovagliati, è comunque innegabile che tali esiti sommino la loro incidenza a quella di altre fonti di inquinamento, in un’area già a particolare rischio sanitario”.

E della “necessità di maggiore trasparenza e diffusione dei dati raccolti” parla Ermete Ferraro, rappresentante nell’Osservatorio di Verdi Ambiente e Società. “Si chiede – riassume l’attivista in una nota – un più regolare monitoraggio dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee ed un aggiornamento ed ampliamento su quelli relativi alle emissioni dall’impianto sul terreno (acque reflue polveri, fanghi) e nell’atmosfera (diossine, furani, Pcb, metalli), già pesantemente gravata da altre fonti inquinanti”. Le associazioni ambientaliste rilevano per il Distretto 46 di Acerra “il Tsd di incidenza per malattie neoplastiche notevolmente più elevato tra i Distretti dell’Asl Napoli 2 Nord”. Per questo, richiedono l’istituzione di un organismo scientifico-sanitario “che valuti la correlazione tra matrici inquinanti presenti sul territorio acerrano, il loro effetto sommatorio e l’incremento delle malattie oncologiche rilevate”. Nelle conclusioni della relazione “diverse proposte degli ambientalisti sono state recepite e condivise” spiega Ferraro. Fra esse: promozione della trasparenza e della consapevolezza dei cittadini; riduzione del ricorso all’incenerimento, incrementando la raccolta differenziata; potenziamento delle attività di monitoraggio/controllo delle emissioni in atmosfera del Termovalizzatore, in specie polveri sottili ed altri inquinanti, pubblicizzando e divulgando tali dati. “Bisogna adesso passare dalle analisi ai fatti, aprendo il dialogo con le comunità locali ed assumendo decisioni chiare e coraggiose” aggiunge Ferraro.