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La notte di Capodanno si trovava anche lui a Le Constellation e, mentre riprendeva i festeggiamenti con il suo smartphone, ha visto il fuoco che iniziava a propagarsi dal soffitto, velocemente. E’ quindi fuggito subito insieme ad un amico ed è stato tra i primi a lasciare il locale e a chiamare i vigili del fuoco. Si è salvato così dalla strage di Crans-Montana Edoardo, un quindicenne della provincia di Como, che quella sera si trovava nel locale con il gruppo di italiani, ragazzi e ragazze della sua età che sono rimasti gravemente feriti o uccisi.
Con lui c’erano anche cinque delle sei vittime italiane, tutte giovanissime: i due sedicenni milanesi Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini di Genova, Giovanni Tamburi di Bologna e l’italo svizzera Sofia Prosperi. Gli altri ragazzi italiani sono ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano con gravi ustioni.
Nel verbale tra gli atti dell’inchiesta, Edoardo racconta di essere una delle poche persone a non essere rimasta ferita. Dopo aver lasciato Le Constellation, “ho aiutato gli altri – spiega -, le prime persone che sono uscite dopo di me avevano già ustioni gravi”, dato che l’incendio si è propagato “molto rapidamente, credo che siano state le candele sulle bottiglie di champagne a dare fuoco al soffitto”. Pochissimi minuti dopo che aveva lasciato il locale, “uno o due”, le fiamme erano già al piano di sopra. “Prima di uscire, ho informato la guardia di sicurezza che c’era un incendio nel seminterrato, è sceso a vedere. Altre persone hanno approfittato del fatto che la guardia di sicurezza era scesa per seguirlo e questo ha creato il caos, poiché le persone si scontravano sulle scale – racconta ancora il ragazzo -. Voglio sottolineare che le guardie di sicurezza hanno salvato i clienti”.

Quella notte Edoardo ha perso degli amici e altri stanno lottando in ospedale, come i giovani ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. Uno di loro è stato trasferito questa mattina al Policlinico a causa di una grave insufficienza respiratoria, mentre per quanto riguarda le ustioni non è tra quelli con la maggiore superficie corporea compromessa. Al Niguarda rimangono quindi ricoverati altri undici pazienti, quasi tutti molto giovani con un’età tra i 15 e i 16 anni. Per loro non si ferma la gara di solidarietà, in particolare per i quattro studenti del liceo Virgilio di Milano che erano in vacanza insieme a Crans, Francesca, Sofia, Kean e Leonardo. Per quest’ultimo ha raggiunto e superato i 200mila euro la raccolta promossa da amici e colleghi del padre, mentre il liceo Virgilio si è mobilitato per tutti i suoi ragazzi con una raccolta che ha superato i 50mila euro promossa da un gruppo di genitori.
La tragedia di Crans-Montana ha colpito molto anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso: “Ho pensato di dover fare il massimo non solo per portare questi ragazzi a casa, ma anche per collocarli nella struttura migliore possibile, all’ospedale Niguarda”.