Il viaggio di Realpolitik nelle case dei politici fa tappa – nella puntata andata in onda ieri sera su Rete 4 – a Benevento, tra le mura domestiche di Clemente Mastella e Sandra Lonardo. Un racconto in cui la politica non è messa in scena, ma viene lasciata decantare tra un ricordo, una ricetta e una storia d’amore, da poco suggellata dalle nozze d’oro, che continua a reggere il tempo.
L’ingresso delle telecamere è immediatamente segnato da una domanda solo apparentemente formale: “Preferisce essere chiamato sindaco o ministro?”. Mastella non ha dubbi: sindaco. “All’inizio ero un po’ perplesso, poi mi sono abituato” confessa, aggiungendo che oggi molti lo chiamano semplicemente Clemente. Ed è proprio questa confidenza, dice, a dargli piacere: un senso di familiarità che considera non solo naturale, ma persino doveroso.
La casa diventa presto una mappa sentimentale. Davanti al camino, Mastella rievoca l’infanzia a San Giovanni di Ceppaloni: “In città c’erano i termosifoni, in provincia il fuoco acceso”. Poco più in là, una fotografia che lo ritrae con il presidente Mattarella, in visita a Benevento. “Io lo chiamo Sergio” precisa, ricordando il percorso comune nella Democrazia Cristiana. “A quasi tutti i presidenti della Repubblica e del Consiglio ho dato del ‘tu'”, con due sole eccezioni, Aldo Moro e Amintore Fanfani.
Su una parete un quadro regalato da Franco Evangelisti, “storico uomo di fiducia di Giulio Andreotti”, e poi le foto con Sandra. Mastella si definisce un “inguaribile consumatore di televisione” e affida al telecomando un valore simbolico: “È il segno del comando”. “In casa comanda lei. Ma sulla scelta dei canali decido io”. Un equilibrio domestico che sembra funzionare da decenni.
Il racconto si sposta poi in cucina, dove Sandra Lonardo è alle prese con il cardone, piatto tipico beneventano. Ne illustra il procedimento, assemblando uno a uno gli ingredienti, fino al brindisi conclusivo con vino rosso: “All’amicizia e alla solidarietà”. Qui il video completo.




















