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I direttori di Dipartimento dell’Ospedale San Pio di Benevento hanno tenuto una conferenza stampa nella sala convegni del Padiglione Santa Maria delle Grazie per chiarire alla cittadinanza le cause e la complessità del sovraffollamento del Pronto Soccorso. Assente, però, la manager dell’ospedale, Maria Morgante.

L’incontro è servito anche a rispondere, seppur indirettamente, alle accuse che da tempo circolano sui social e alle critiche provenienti da alcuni primi cittadini che hanno messo in discussione il management aziendale. Al centro del dibattito, l’episodio – definito deprecabile – relativo a una paziente di un comune sannita che sarebbe rimasta per giorni su una barella in Pronto Soccorso.

A difendere l’operato dei sanitari è stato il primario di Oncologia, Antonio Grimaldi, che ha chiarito: “La paziente oncologica è stata trattata a Roma e aveva avuto anni fa anche un problema neurochirurgico. È arrivata qui in Pronto Soccorso e ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria. Se poi il figlio della signora vuole denunciare a tutti i costi questo ospedale per averle salvato la vita due volte, è qualcosa che francamente non condivido”.

Sul fronte strutturale, il nuovo Pronto Soccorso dovrebbe essere consegnato il prossimo 30 marzo, con l’operatività dei nuovi spazi prevista per il mese di maggio. A comunicarlo è stata la direttrice della Medicina Interna, Maria Gabriella Coppola, precisando che il nuovo assetto potrà offrire risposte importanti al sovraffollamento, pur non rappresentando la soluzione definitiva a tutte le criticità.

“Il nuovo Pronto Soccorso prevedrà un’area ad alta intensità di cura, una a media intensità, un’area dedicata al paziente fine vita e uno spazio specifico per la comunicazione con i familiari. Avremo inoltre nuovi posti letto per la Neurologia”, ha spiegato la dirigente.

I numeri del 2025 fotografano una situazione complessa: oltre 43mila accessi al Pronto Soccorso e più di 1.500 ricoveri ordinari. Particolarmente critico il periodo tra fine dicembre e inizio gennaio, quando si sono registrati 162 accessi in pochi giorni, complice il picco influenzale.

Il direttore della Chirurgia d’urgenza e del Dipartimento dell’Emergenza, Gennaro Maurizio Buonanno, ha sottolineato: “Sono numeri inferiori a quelli dei grandi ospedali metropolitani, ma comunque sufficienti a stressare una struttura come la nostra”.
E ha aggiunto: “Tra Natale e Capodanno abbiamo effettuato otto interventi per frattura di femore in 48 ore e otto endoscopie in un solo giorno, quattro delle quali in urgenza”.

La Coppola ha poi posto l’accento sulla gestione dei pazienti fragili: “La maggior parte degli accessi riguarda persone anziane. La gestione della fragilità è complessa e dovrebbe essere affrontata a livello territoriale. L’invecchiamento della popolazione rende il nostro lavoro ancora più difficile”.

Un’altra criticità riguarda l’afflusso di pazienti con codici bianchi e verdi: “Questi pazienti non dovrebbero essere gestiti in ospedale, ma noi forniamo risposte a tutti. Si sommano ai pazienti fragili e cronici e stiamo lavorando per migliorare questa gestione”.

La dirigente ha inoltre rivendicato i risultati della struttura: “Questo ospedale ha un tasso di riospedalizzazione bassissimo, indice di buona sanità. Ne sono orgogliosa perché dimostra che tutto il personale lavora bene e che il San Pio resta un polo ospedaliero attrattivo”.

Sul tema dei posti letto, la Coppola ha ricordato: “È un problema nazionale. In Italia la media è di 314 posti letto ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 500. Nonostante questo, tutti i pazienti vengono curati in maniera adeguata”.

Riguardo alle difficoltà di comunicazione con i familiari, è stato stabilito che le informazioni vengano fornite dalle 13:00 alle 14:00 e dalle 19:00 alle 20:00, con la precisazione che “in presenza di codici rossi la priorità resta l’emergenza”.

Il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Oncologica, Mario Annecchiarico, ha infine affrontato il nodo della carenza di personale: “Trovare medici disposti a lavorare in Pronto Soccorso è sempre più difficile. Se oggi riusciamo a reggere le emergenze è grazie alla grande disponibilità dei medici degli altri reparti”.

Sulla possibile riapertura del Pronto Soccorso di Sant’Agata ha chiarito: “Sarebbe facile annunciare una riapertura h24, ma senza medici non si possono fare proclami”.

A chiudere gli interventi è stato Marino Scherillo, direttore dell’UOC di Cardiologia e del Dipartimento cardio-toracico-vascolare: “Questa è una comunità ospedaliera sana e vivace, che opera in un contesto complesso e difficile”.