L’ultima curva del mercato di riparazione si apre con un Avellino in piena ebollizione. Non è solo una questione di nomi, ma di equilibri sottili tra liste Serie B, parametri economici e una chimica di spogliatoio che, dopo la storica promozione ottenuta un anno fa, cerca nuovi punti di riferimento. Il direttore sportivo è al lavoro su un doppio binario: sfoltire un reparto avanzato affollato e blindare una difesa che necessita di esperienza e freschezza.
Attacco: segnali social e addii imminenti
Il caso più spinoso riguarda Facundo Lescano. L’attaccante argentino, protagonista assoluto della cavalcata verso la cadetteria nel 2024, sembra ormai ai titoli di coda della sua esperienza in Irpinia. I segnali lanciati nelle ultime ore attraverso i propri profili social non lasciano spazio a interpretazioni: prima il ricordo dell’occasione sfumata contro il Palermo (un colpo di testa miracolosamente salvato da Joronen), poi la rivendicazione orgogliosa dei propri numeri stagionali. Ma è l’ultima frase criptica — un duro attacco a chi “indossa abiti firmati senza essere signore” — a sancire la frattura definitiva. Su di lui è fortissimo il pressing dell’Union Brescia, pronto a garantirgli quel ruolo centrale che ad Avellino sembra essere svanito.
Non è l’unico fronte aperto con le rondinelle. Anche Valerio Crespi, dopo un avvio promettente, è scivolato nelle gerarchie di mister e società. Il recupero di Tutino e i rientri di Favilli e D’Andrea hanno chiuso gli spazi all’ex Lazio, che ora vede nel prestito oneroso con diritto di riscatto a Brescia la via d’uscita ideale per ritrovare il campo dopo il recente stop muscolare.
Ancor più complessa la situazione di Cosimo Patierno. L’eroe di Bitonto, decisivo per il ritorno in B, vive un momento di profonda riflessione. Anche lui ha scelto la via dei social per esprimere un disagio che sa di addio, parlando di “libertà dall’approvazione altrui” e necessità di rispondere solo alla propria coscienza. Oltre al Brescia, su di lui si sono mosse con decisione Salernitana e Foggia, con quest’ultimo che sogna il grande colpo per la categoria inferiore.
Difesa: tra certezze e sogni di gloria
Se davanti si taglia, dietro si costruisce. La priorità assoluta è il completamento del pacchetto arretrato. Le prossime ore saranno decisive per l’ufficialità di Alessandro Pio Riccio: l’accordo con la Sampdoria è totale, si attende solo l’esito delle visite mediche programmate in settimana per mettere nero su bianco.
Ma il nome che scalda il cuore della piazza è quello di Armando Izzo. Il ritorno del “figliol prodigo” a Avellino è una pista concreta, seppur tortuosa. Il difensore è in uscita dal Monza, ma lo scoglio resta l’ingaggio: l’entourage del giocatore chiede cifre che al momento collidono con i rigidi parametri finanziari imposti dal club biancoverde per la prima stagione in B. La trattativa prosegue a oltranza, cercando un punto d’incontro che possa riportare l’esperienza di Izzo all’ombra del Partenio.
Il mercato dei giovani: l’asse con Como e Bergamo
Per la mediana, la fumata bianca per Andréa Le Borgne sembra ormai questione di dettagli. Il talento francese classe 2006, protagonista al Mondiale Under 20 e già lanciato da Cesc Fabregas in Serie A, arriverebbe dal Como per garantire freschezza e qualità. Un’operazione che conferma l’ottimo asse di mercato con i lariani dopo l’affare Sala.
In porta, il gerarchie sono chiare: Giovanni Daffara resta il titolare inamovibile dopo le ottime prestazioni di fine anno, ma per il ruolo di vice si punta dritto su Jacopo Sassi dell’Atalanta, profilo giovane e affidabile per coprire le spalle al numero uno bianverde.
Le uscite necessarie
Per far quadrare i conti della lista Under/Over, l’Avellino deve necessariamente salutare alcuni elementi. Andrea Cagnano è conteso tra la permanenza in B con la Virtus Entella e un ritorno in C alla Ternana (dove ritroverebbe l’ex compagno Panico). Anche Michele Rigione è nella lista dei partenti, con diverse società di terza serie pronte a garantirgli un posto da titolare.

















