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Nel domino della politica c’è sempre una tessera che cade per prima. Serve a misurare le distanze, a riallineare le pedine, a ricordare chi comanda il tavolo.

A farne le spese è stato Alessandro Rosa. E non è solo una questione di nomi o incarichi. È un avvertimento. Perché quando la prima tessera cade, tutte le altre iniziano a tremare. Clemente Mastella ha sollevato dall’incarico di assessore all’Ambiente Alessandro Rosa e al suo posto ha richiamato Oberdan Picucci. Ufficialmente per un presunto flirt con Forza Italia. Presunto, appunto. Perché il coordinatore provinciale azzurro, nonché deputato, Francesco Maria Rubano ha smentito qualsiasi contatto.

Il dato politico, però, sta altrove. Rosa viene rimosso nonostante i risultati. Cinque anni di riconoscimento “Comune Plastic Free”. E, soprattutto, nonostante la prova di fedeltà alle ultime Regionali, dove si è speso senza risparmio per la causa mastelliana. Messaggi whatsapp, oltre al classico casa-casa con i santini per sostenere la candidatura di Pellegrino. Meriti archiviati. Senza appello.

La verità è più ruvida. Alessandro Rosa paga l’essere “un uomo solo”. Cinque anni fa fu il più votato in Benevento Bellissima, strappò l’assessorato e lasciò il Consiglio per far entrare proprio Picucci. Lo stesso Picucci che, dopo una girandola di incarichi (Consiglio, Fondazione Città Spettacolo) oggi rientra dalla porta principale.

Ma c’è un dettaglio che pesa come un macigno. Rosa non ha più peso specifico in Consiglio comunale. Picucci sì. Perché Annalisa Tomaciello siede tra i banchi ed è il suo riferimento diretto. A Palazzo Mosti, i numeri contano più dei curriculum.

E così il gesto assume contorni didascalici. Mastella manda Rosa a casa per lanciare un segnale. Ai fedelissimi. Ai potenziali dissidenti. Agli ambiziosi. È la più classica delle lezioni politiche: punirne uno per educarne cento. Anzi, venti o poco più. Quelli che orbitano intorno al Palazzo. Da Alessandro Rosa a Nicola Boccalone. 

Il messaggio è chiarissimo. Chi non è perfettamente allineato all’ex guardasigilli rischia. Poco importa se hai portato un bollino “Plastic Free”, risolto un problema in una scuola o coltivato legittime ambizioni future. Dalle velleità provinciali ai sogni da “sindaco-domani”, nessuno è intoccabile. 

Le elezioni provinciali incombono. L’aritmetica pretende disciplina. E Mastella non intende più tollerare il via vai che è cominciato in virtù dell’inizio della fine…legislatura. La prima testa è caduta. Il domino è appena cominciato. Chissà quale sarà la prossima testa a cadere nella corsa alla fascia tricolore.