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Un’altra amministrazione che salta. Senza colpi di scena. Senza rumore. Solo con la matematica del potere che presenta il conto. A Marcianise tredici consiglieri si dimettono in blocco e mettono fine all’esperienza amministrativa del sindaco Antonio Trombetta, eletto meno di due anni fa. Un sindaco nato già debole, sorretto più dal voto disgiunto che dalla forza delle liste. Una crepa originaria. Mai davvero sanata.

È il terzo Comune del Casertano a cadere dall’inizio dell’anno, dopo Portico di Caserta e Pignataro Maggiore. Non un’eccezione. Una tendenza.

Il finale è quello previsto dal manuale. La prefetta Lucia Volpe sospende il Consiglio comunale e avanza la proposta di scioglimento al Viminale. Alla guida dell’Ente arriva il commissario prefettizio, il viceprefetto Biagio Del Prete.

Politicamente, resta il vuoto. Un’amministrazione implosa dall’interno. Un sindaco sfiduciato non dagli elettori, ma dalla sua stessa maggioranza. E una città che, ancora una volta, si ritrova commissariata.