“Non so piu a chi rivolgermi”. Così esordisce Gabriele Casillo, presidente del Comitato spontaneo “Proprietari Borgo Coroglio”. Si tratta di un’altra pec, inviata a una serie di soggetti istituzionali. Il suo è un appello: vuol conoscere il proprio destino. Il suo e quello degli altri proprietari di case, su cui pende il vincolo di esproprio. Una procedura lunga, finalizzata a nuove edificazioni, nell’ambito della rigenerazione di Bagnoli.
Casillo ricorda il tempo trascorso dalla prima comunicazione di esproprio: 5 anni. Prima della scadenza, fissata a gennaio 2025, il vincolo è stato rinnovato. Ma ora Casillo denuncia l’incertezza sul futuro. Mancherebbero, secondo lui, risposte sui tempi dell’esproprio.
In assenza di tali indicazioni, a Coroglio la vita dei proprietari sarebbe complicata. Non si può ristrutturare, né programmare la vendita delle case. D’altronde chi comprerebbe, sapendo del vincolo? “Ad oggi nessuna risposta concreta né cronoprogrammi” si lamenta il residente. Il quale, però, stavolta non ha scritto solo a Invitalia e al commissariato di governo. “Ho mandato la pec anche all’Anac” ci informa.




















