Per la seconda volta in tre giorni i cittadini di Apice sono con i rubinetti a secco. Alle prime luci del mattino gli apicesi che si apprestavano ad andare al lavoro hanno avuto l’amara sorpresa della mancata erogazione dell’essenziale servizio. Dopo una sola giornata di tregua infatti, nella condotta principale che alimenta il territorio non è affluito il prezioso liquido come già tre giorni fa quando, secondo Alto Calore spa, era saltata una condotta nella confinante città di Bonito alla località ‘Madonna della Neve’.
Riparato il guasto nella giornata di mercoledì, stamani si sarebbe verificato un altro black out dell’adduttrice in zona ‘Femmina Arsa’ a Paduli con conseguenze anche per Apice con i due centri costretti a fare i conti con l’assenza di acqua. La situazione sta creando comprensibile esasperazione con i sindaci che hanno manifestato tutto il loro disappunto per una situazione che crea notevoli problemi anche nelle scuole. “Siamo allibiti – ha detto Angelo Pepe, primo cittadino di Apice – di questo atteggiamento da parte dell’Alto Calore. Non abbiamo potuto fare nessuna comunicazione per i nostri alunni. Stiamo valutando con gli altri sindaci di fare una azione forte per eventualmente denunciare per l’interruzione di pubblico servizio”.
Sulla stessa falsa riga anche Domenico Vessichelli, sindaco di Paduli: “E’ una vergogna – ha detto -, un altro giorno senza acqua! Con la scusa dell’ennesima rottura della condotta idrica la popolazione padulese è in ginocchio. Non è pensabile che a pagare siano sempre o cittadini. Ho chiesto l’utilizzo di autobotti per le esigenze primarie. Unitamente al sindaco di Apice altro comune coinvolto chiederemo l’intervento del Prefetto e di tutta la filiera istituzionale affinché venga risolta una volta per sempre questa situazione indecente per un paese civile. Nelle prossime come amministrazione comunale adotteremo misure urgenti a tutela dei cittadini”.




















