“È importante ricordare per non sbagliare di nuovo, ma purtroppo lo stiamo facendo allo stesso modo”.
È con queste parole che Giorgia, allieva della Quinta Dolciaria dell’Istituto Professionale Alberghiero “Le Streghe” di Benevento, ha commentato la sua partecipazione al trekking urbano organizzato dall’istituto in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, per condannare ancora una volta la Shoah.
L’iniziativa, dal titolo “La Memoria si fa cammino”, ha coinvolto studenti e docenti in un percorso di riflessione profondo e condiviso. L’allieva ha sottolineato come, ancora oggi, nel 2026, con i conflitti in corso in diverse parti del mondo e altri che minacciano di esplodere, l’umanità continui a ripetere gli stessi errori commessi durante il periodo del nazifascismo. In questo contesto, ha citato anche i conflitti in atto a Gaza, che stanno alimentando nuovi rigurgiti di antisemitismo.
L’adesione alla manifestazione è stata significativa. Il trekking urbano ha attraversato il centro storico di Benevento, conducendo i partecipanti nei luoghi dell’antico quartiere ebraico, tra l’Arco di Traiano e l’area dove un tempo sorgevano le sinagoghe.
L’iniziativa nasce da una proposta del Dipartimento di Scienze Motorie, che ha offerto una chiave di lettura originale: il ruolo dello sport e del corpo durante il periodo nazifascista, utilizzati sia come strumenti di propaganda e controllo ideologico, sia come luoghi di persecuzione, umiliazione e, in alcuni casi, di resistenza morale.
A promuovere l’incontro è stata la docente Annarita Del Donno, che ha spiegato come il trekking rappresenti la fase conclusiva di un percorso sviluppato nelle settimane precedenti in aula. La scelta di camminare verso il quartiere ebraico, ha sottolineato, non intende alimentare polemiche o schieramenti, ma vuole essere un messaggio di pace, studio e conoscenza, partendo dalle radici locali per comprendere dinamiche di valore universale.
Gli studenti, partiti dalla sede succursale dell’istituto, hanno raggiunto il centro storico accompagnati dai volontari del Servizio Civile della Pro Loco, guidata da Giuseppe Petito, che hanno tenuto una lezione sul campo per aiutare i ragazzi a non dimenticare.
“Siamo contro ogni tipo di diseguaglianza – ha ribadito la docente –. È uno spunto per lavorare sui concetti di uguaglianza e diritti umani. Abbiamo voluto mostrare ai nostri allievi ciò che resta del quartiere ebraico e raccontare come le persone vivevano”.
Del Donno ha poi spiegato il senso più profondo dell’attività: “Dare una visione differente. Lo sport, ai tempi del nazifascismo, era molto considerato. Mussolini stesso si proclamava un grande sportivo. Ricordiamo anche uomini giusti come Bartali, che salvò tantissimi ebrei. Facciamo riflessioni su quell’epoca e sul momento particolare che stiamo vivendo oggi”.




















