Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza inviata alla nostra redazione da una lettrice, Marilena, che ha voluto raccontare quanto accaduto a una sua conoscente, una giovane donna di 30 anni, con l’intento di accendere i riflettori sulle difficoltà che, a suo dire, si registrano nei servizi di emergenza sanitaria cittadini.
“Scrivo perché ritengo giusto raccontare ciò che è accaduto a una mia conoscente, una ragazza di 30 anni affetta da una patologia congenita dell’apparato urinario. Nei giorni scorsi, a causa del riacutizzarsi della malattia e dei fortissimi dolori, è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli di Benevento.
Dopo essere stata visitata, le è stato applicato un catetere per favorire l’espulsione dei liquidi ed è stata successivamente dimessa. Purtroppo, una volta rientrata a casa, nel corso della notte i dolori sono diventati sempre più intensi. La situazione è peggiorata quando si è accorta della presenza di sangue nelle urine.
A quel punto è stato necessario richiedere l’intervento del 118. L’ambulanza, su disposizione della Centrale Operativa, l’ha riportata nello stesso ospedale dove era stata visitata poche ore prima”.
Sofferenza
“Da quel momento, però, è iniziata un’altra lunga sofferenza. La ragazza è rimasta per oltre due ore e mezza su una barella, nell’area del Pronto Soccorso, senza poter essere trasferita in reparto perché, a quanto ci è stato riferito, non c’erano posti disponibili. Nonostante i dolori fortissimi, non sarebbe stato possibile intervenire nell’immediato per alleviare la sua sofferenza.
Anche altre persone presenti avrebbero chiesto al personale di prestare attenzione alle sue condizioni, ma la risposta ricevuta sarebbe stata sempre la stessa: il reparto era saturo e bisognava attendere.
Solo nel primo pomeriggio, finalmente, si è liberato un posto e la giovane è stata accompagnata in reparto, dove ha potuto eseguire gli accertamenti necessari e ricevere le cure del caso.
Non voglio puntare il dito contro il personale sanitario, che immagino lavori in condizioni difficili, ma credo sia giusto raccontare questa esperienza affinché si comprenda quanto sia importante garantire un’assistenza tempestiva a chi vive momenti di grande sofferenza”.
La redazione pubblica la testimonianza così come ricevuta, riservandosi di raccogliere eventuali chiarimenti o repliche da parte dell’Azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Benevento, nel rispetto del principio del contraddittorio.



















