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La ricerca degli alibi, l’autodifesa ad oltranza, l’ostinata volontà di trovare spiegazioni contorte. Il post Salernitana-Giugliano è stato un micidiale cocktail di scuse non necessarie ed analisi contorte. Nei fatti la squadra di Raffaele contro l’ultima della classe ha sfoderato – per modo di dire – la peggiore prestazione casalinga della stagione. Trovato, con merito, subito il gol del vantaggio con Ferraris la Salernitana ha immediatamente smesso di giocare confermando sul campo quell’atteggiamento rinunciatario che una squadra chiamata a “giocarsi” il primato non può permettersi. Zero tiri in porta fino al palo colpito da Lescano a tempo quasi scaduto, tantissima confusione e numeri inconfutabili, corroborati dalla prova generosa di un Giugliano che ha pienamente meritato il pareggio per quanto mostrato in campo.
Troppo brutta e inconcludente per essere quantomeno accettabile, la Salernitana vista ieri sera non può neppure impensierire le battistrada e – anzi – dovrà lavorare moltissimo per mantenere almeno quel terzo posto che al momento è il “minimo sindacale” da garantire.
Gli alibi di una rosa incompleta e ancora in costruzione sono ormai lontani: Raffaele ha a disposizione un organico qualitativamente importante che non può accontentarsi di “sopravvivere”. E la difesa d’ufficio – a tratti grottesca, a tratti tragicomica – imbastita ieri sera dal tecnico siciliano lascia pochissimo spazio alle interpretazioni. Le responsabilità principali sono proprio di Raffaele: tecnico grintoso e determinato ma poco adatto ad un progetto importante, forse inadeguato per lottare convintamente per il vertice. Ed allora alle chiare ed inequivocabili responsabilità gestionali dell’allenatore si aggiunge quella grandissima del diesse Faggiano che ha puntato, forse, sul cavallo sbagliato ed ora difende in maniera ingiustificata una scelta sbagliata. Il direttore sportivo ha sulle spalle il peso di una valutazione infelice: Raffaele – lo diciamo convintamente – va sostituito perché non adatto ad una situazione forse troppo grande per lui. E se questa scelta dovesse essere ulteriormente difesa dal diesse allora anche la sua posizione andrebbe seriamente rivista. Alla società, dunque, il compito di prendere una decisione seria per il bene della squadra e per tutelare anche gli investimenti fatti negli ultimi giorni. Oggi la Salernitana è una squadra completa ed organica che sta raccogliendo molto meno di quanto il gruppo potrebbe ottenere. I numeri sono impietosi, il rendimento casalingo è da centroclassifica e solo i numeri collezionati lontano dall’Arechi tengono ancora a galla numericamente i granata.
Oggi si chiuderà il mercato e Faggiano dovrà operare con intelligenza anche in uscita per blindare l’organico da affidare alla guida tecnica. Restiamo convinti della necessità di una svolta per dare un senso alla stagione. Perché se il primo posto può sembrare ormai compromesso il rischio concreto è che anche nei playoff questo atteggiamento, unito al non-gioco e alle scelte sbagliate che settimanalmente il tecnico compie, potrebbe rendere una formalità la coda post campionato. Si è ancora in tempo per dare un senso al lavoro svolto. Faggiano faccia ammenda e riveda la sua scelta iniziale. Altrimenti sarà buio pesto.