Ci sono notizie che arrivano in silenzio e che, proprio per questo, fanno ancora più rumore nel cuore. Mario Barretta, 43 anni computi poche settimane fa, originario di Atripalda, è morto a Londra alcune settimane fa, ma solo negli ultimi giorni la notizia si è diffusa, attraversando confini e distanze fino a raggiungere la sua terra. Quando è arrivata, ha lasciato sgomenti tutti: la famiglia, gli amici, una comunità intera che si è fermata davanti a un dolore difficile da nominare.
Arcigay ha raccontato questo smarrimento con parole cariche di umanità, spiegando di aver scelto inizialmente il silenzio, un silenzio necessario, «per rispetto di questo momento così difficile per la famiglia di Mario e per tutti gli amici che gli hanno voluto bene e che continueranno a volergliene». Un tempo sospeso, fatto di incredulità, paura e di quel dolore muto che arriva quando la realtà supera ciò che si può accettare.
Mario era troppo giovane per andare via. Troppo giovane per smettere di sognare, per rinunciare ai suoi progetti, alla vita che stava costruendo, all’amore che sapeva donare con naturalezza. La sua assenza è un vuoto che pesa, che si sente anche senza parole, che rende difficile persino raccontare chi non c’è più.
Nel ricordo di Arcigay riaffiora con forza il legame profondo di Mario con la sua terra e con le persone che la abitano. Nel 2019, durante l’organizzazione del Pride di Atripalda, anche se lontano fisicamente, Mario fu presenza viva e concreta: sostenne l’evento con entusiasmo, gli diede visibilità, invitò quante più persone possibile a partecipare. Era il suo modo di esserci, di prendersi cura, di dire “io ci sono” anche da lontano.
Quest’anno, quasi come un segno che commuove, Arcigay tornerà a sfilare a giugno proprio in Irpinia. E Mario non sarà assente. All’Irpinia Pride sfilerà insieme a loro: «saremo le sue gambe, le sue braccia e i suoi pensieri». Il suo sorriso, la sua gentilezza, il suo modo di amare continueranno a camminare attraverso chi lo ha conosciuto e attraverso chi, magari senza averlo mai incontrato, ne porterà avanti lo spirito.
Anche il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, ha voluto ricordarlo pubblicamente, stringendosi con parole semplici e sincere al dolore della famiglia e di tutta la comunità. Un abbraccio collettivo a un figlio della città che, pur vivendo lontano, non aveva mai smesso di appartenere a questo luogo.
Mario Barretta non è solo una perdita. È una presenza che resta. Resta nei gesti che ha compiuto, nelle battaglie che ha sostenuto, nelle persone che ha amato. E in quella promessa silenziosa che oggi la sua terra gli fa: continuare a camminare anche per lui, senza dimenticarlo mai.




















