C’è una strana coerenza nelle parole di Luca Cascone. È la coerenza dell’immobilismo.
Rieletto, anzi confermato, alla presidenza della Commissione Trasporti regionale, Cascone rivendica ancora “impegno”, “lavoro”, “miglioramento della vita dei cittadini e delle imprese”. E soprattutto promette di “proseguire nel lavoro fatto in questi anni”.
Ed è qui che nasce il problema. Grosso. Enorme. Perché se questo è il lavoro fatto finora, allora la Campania è condannata a restare ferma. Bloccata. Inchiodata a un sistema di trasporti che sembra uscito da un cinegiornale dell’Istituto Luce. In bianco e nero. Con le rotaie arrugginite e i pendolari rassegnati.
Cascone parla di sviluppo mentre la Circumvesuviana è diventata una roulette russa quotidiana. Treni che saltano, corse cancellate, guasti a raffica. Un servizio che dovrebbe essere la spina dorsale della mobilità regionale e che invece è il simbolo plastico del fallimento.
Poi c’è la tratta Benevento–Napoli via Cancello, la famigerata Valle Caudina. Un dossier infinito. Promesse, annunci, rinvii. Anni di presidenza Cascone e la linea resta un rebus irrisolto, un collegamento fantasma che penalizza migliaia di cittadini ogni giorno.
Sul trasporto pubblico locale il quadro non migliora. Il passaggio ad AIR Campania doveva segnare una svolta. Doveva. In realtà resta una transizione mai davvero completata, con disservizi, incertezze e territori lasciati a sé stessi.
E poi il dato più grave, quello che nessuno a Palazzo Santa Lucia sembra voler guardare in faccia: ci sono province campane che non hanno alcun collegamento ferroviario diretto tra loro. Benevento–Salerno è l’esempio più clamoroso. Due capoluoghi, stessa regione, collegamento inesistente. Per raggiungere Napoli, dal Sannio, è spesso un percorso a ostacoli degno di una prova di resistenza, non di un sistema moderno.
Cascone dice di voler continuare. Continuare cosa, esattamente? Un modello che non funziona. Un sistema che penalizza lavoratori, studenti, imprese. Una rete che frena lo sviluppo invece di accompagnarlo.
La riconferma alla Commissione Trasporti non è una notizia rassicurante. È un segnale politico preciso. Si va avanti così. Nonostante tutto. Nonostante il disastro sotto gli occhi di tutti.
E se davvero si “prosegue nel lavoro fatto in questi anni”, allora sì: per la Campania si prevedono anni bui. Molto bui.




















