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C’è poco da fare, il calcio non è una scienza esatta. In quanto hanno fatto il calcolo dei possibili punti di Benevento, Catania e Salernitana prima dei due scontri diretti in successione? Ammettetelo, in tanti.

E tutti, o comunque la maggior parte, in questa giornata avrebbero pronosticato un pareggio per il Benevento e le vittorie di Catania e Salernitana. ‘Giocano in casa, sono più forti, c’è Lescano, gli etnei non prendono gol, c’è il pubblico delle grandi occasioni, il Trapani è in difficoltà ma è forte’, si devono salvare, tutte le frase più utilizzate per guardare sempre in casa degli altri perchè si sa, anche se sei primo e stai scappando via, l’erba del vicino è sempre più verde.

Poi, al triplice fischio, scopri che il Benevento ne fa cinque al Trapani, la Salernitana, nel pieno della protesta anti Iervolino, centra la prima vittoria in casa del 2026, ma si trova a 11 punti di distacco e, toh, il Catania stecca la gara in casa col Cerignola. E’ vero che la squadra di Toscano non subisce gol, ma stavolta non ne fa neanche, nonostante il pubblico delle grandi occasioni. Perchè è vero che uno stadio pieno spinge, ma il pallone in porta lo devono buttare i giocatori, su questo c’è ben poco da fare, è il gioco del calcio.

E restando nel tema dell’erba del vicino, bisogna essere sordi di fronte alle continue lamentele che investono alcuni giocatori del Benevento, Manconi su tutti. Una rosa forte, una barca fatta di rematori che viaggiano lungo la stessa direzione sa affrontare anche il mare in tempesta, leggasi infortunio di Simonetti. Si esaltano i giocatori degli altri, si nomina l’arrivo di Lescano alla Salernitana con un pizzico di timore reverenziale e ci si dimentica che il Benevento ha segnato 59 gol, 24 in più dei granata e 19 in più del Catania che ha una gara in meno.

E di questi, ben 40, senza contare i 7 di Pierozzi, arrivano proprio dalla batteria offensiva con Manconi, sì proprio lui, ad averne fatti di più e senza rigori. Qualcuno dirà, vabbè ma il più delle volte è stato quasi colpito dal pallone oppure si trattava del terzo o quarto gol, insomma non decisivo. Meglio guardare a Chiricò, Gomez, Lescano e Forte.

Sarebbe l’ora di cominciare a pensare che devono essere gli altri a guardare al Benevento e non viceversa. L’erba del vicino sarà anche più verde, ma i fiori migliori stanno nascendo nel Sannio.