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È stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, il capo d’imputazione più grave, Daniele R., 35 anni, finito a processo davanti al Tribunale di Benevento per fatti risalenti all’agosto del 2019. I giudici hanno invece ritenuto sussistenti esclusivamente i reati di lesioni personali semplici e detenzione illegale di arma, infliggendo una condanna complessiva a sei mesi di reclusione e 350 euro di multa, con pena interamente sospesa.

Secondo l’impianto accusatorio iniziale, l’uomo avrebbe costretto la persona offesa a subire atti sessuali all’interno dell’abitazione, approfittando della convivenza e di una relazione di fiducia. Le contestazioni facevano riferimento a presunte condotte violente e reiterate, collocate tra il 15 e il 16 agosto 2019.

Al termine dell’istruttoria dibattimentale, il Tribunale non ha ritenuto provata la violenza sessuale, assolvendo l’uomo dal capo A perché il fatto non sussiste. Diversa la valutazione per quanto riguarda le lesioni, ritenute compatibili con una condotta aggressiva, e per la detenzione dell’arma, rinvenuta nel corso delle indagini. Per questi ultimi reati è arrivata la condanna a sei mesi e al pagamento della multa, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, evitando così conseguenze detentive.

La sentenza ridimensiona in modo significativo il quadro accusatorio iniziale, escludendo ogni profilo di violenza sessuale e circoscrivendo la responsabilità penale a fatti di minore gravità rispetto alle ipotesi contestate all’avvio del procedimento. L’imputato è stato difeso dall’avvocato Teresa Meccariello.