A poco più di due settimane dal voto per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Benevento, l’attenzione politica si concentra non tanto su programmi e alleanze quanto sull’operato della commissione elettorale, finita al centro delle polemiche per una serie di passaggi ritenuti superficiali. Due i casi che stanno alimentando il dibattito: l’esclusione del candidato del Partito Democratico Giuseppe Antonio Natalino Stanzione e l’errore nella trascrizione dei dati anagrafici nella lista “Mastella – Noi di Centro”, dove compare una candidata di fatto inesistente nel cosiddetto caso “Cinzia”.
Proprio la sequenza di episodi ha acceso le critiche sull’attività istruttoria dell’organo elettorale, accusato da più parti di aver gestito con eccessiva leggerezza una fase amministrativa decisiva. Da un lato l’esclusione di Stanzione per un vizio formale nella compilazione della dichiarazione di accettazione; dall’altro la presenza negli atti ufficiali di un nominativo che non troverebbe riscontro reale, frutto – secondo quanto emerge – di una trascrizione errata dei dati.
Sul primo fronte, il Partito Democratico ha già formalizzato la richiesta di riammissione del candidato. Nella documentazione trasmessa all’Ufficio elettorale si evidenzia come Stanzione rivesta effettivamente la carica di consigliere comunale di Solopaca e come l’omessa indicazione del Comune nel modulo di accettazione rappresenti una mera irregolarità sanabile, non tale da giustificarne l’esclusione. Da qui l’istanza di autotutela rivolta alla commissione affinché disponga la riammissione del candidato, concedendo il termine per la regolarizzazione della dichiarazione.
Salvo clamorosi sviluppi, l’orientamento che filtra dagli ambienti politici è quello di una possibile riammissione. In caso contrario, fonti vicine ai dem sanniti non escludono il ricorso al TAR, aprendo così un ulteriore fronte giudiziario a ridosso della consultazione.
Il tutto mentre resta sullo sfondo anche il caso “Cinzia”, destinato a gravare sul giudizio complessivo circa il doppio peso con cui sono stati svolti i lavori: leggerezza nei confronti delle liste amiche e scrupolosità nei confronti delle opposizioni.
Così, a poco più di quindici giorni dal voto, le elezioni provinciali di Benevento finiscono al centro della cronaca più per i deficit procedurali e le incertezze amministrative della commissione elettorale che per il confronto politico tra candidati, programmi e proposte per il territorio. Una partenza tutt’altro che ordinaria per una competizione che dovrebbe rappresentare uno dei momenti istituzionali più lineari della vita amministrativa provinciale.




















