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Sarà la lectio magistralis di Dacia Maraini, in programma lunedì 9 marzo alle ore 15 all’Auditorium Sant’Agostino, ad aprire ufficialmente la dodicesima edizione del Festival Filosofico del Sannio, quest’anno dedicato al tema della bellezza. Un filo conduttore che attraverserà l’intero cartellone, fino agli appuntamenti ospitati anche al Teatro San Marco e al Comunale, altre sedi della rassegna.
Tra gli eventi più attesi, martedì 17 marzo, l’incontro con Paolo Crepet dal titolo ‘Il reato di pensare’, intervento che promette di stimolare una riflessione sulla libertà di pensiero in una società segnata da conformismi e superficialità; Stefano Zecchi atteso il prossimo 25 marzo con ‘La bellezza salverà il mondo’. Spazio anche a Stefano Massimi che il 20 aprile proporrà ‘La bellezza come bene comune’, e allo spettacolo filosofico-musicale ‘Il corpo della bellezza’, con testi di Umberto Curi, in scena il 16 aprile al Comunale.
Il festival, diretto dalla docente Carmela D’Aronzo, continua a crescere nei numeri e nel coinvolgimento del territorio: venti scuole partecipanti, un dato in costante aumento, e tredici borse di studio per il concorso ‘Io filosofo’, anch’esse incrementate rispetto alle precedenti edizioni.
Un risultato che testimonia la divulgazione concreta dell’iniziativa tra le giovani generazioni. Nel corso della conferenza è stato ricordato anche un gesto particolarmente significativo: una famiglia ha inteso offrire una donazione al Festival, a dimostrazione dell’impatto avuto sul percorso formativo dei figli: “Per noi è motivo di grande soddisfazione” ha sottolineato D’Aronzo, evidenziando come il lavoro svolto negli anni stia producendo frutti tangibili.
Sulla scelta scelta del tema ‘Bellezza’: “Stanno emergendo ogni giorno sempre più gli aspetti più brutti della vita: per questo abbiamo sentito la necessità di guardare il mondo con un occhio diverso. La bellezza deve essere recuperata”. Non una bellezza superficiale o meramente esteriore, ma “una risorsa etica e culturale capace di dare senso alla vita”. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’apparenza, ha aggiunto, “abbiamo smarrito lo stupore e il gusto per la bellezza autentica”. E ancora: “La bellezza non è perfezione assoluta: abita anche nell’imperfezione e nelle piccole cose che ci circondano”. Per la docente, “educare alla bellezza significa educare allo sguardo, all’attenzione e alla meraviglia verso il mondo e verso noi stessi”. 
Fondamentale anche il sostegno del tessuto economico: “Le forze imprenditoriali del territorio ci aiutano con le sovvenzioni – ha evidenziato D’Aronzo – perchè credono nei giovani e vogliono gratificarli”, un segnale di fiducia che si traduce concretamente nell’aumento delle borse di studio per l’edizione 2026.
Il sindaco Clemente Mastella ha parlato ha sottolineando come iniziative di questo tipo siano capaci di dare uno “scossone a una città che talvolta è un po’ pigra e rischia di ripiegarsi su sé stessa” ha detto.
Il prorettore dell’Università del Sannio, Nicola Fontana, ha rivolto un sentito ringraziamento all’associazione ‘Stregati da Sophia’: “Questa manifestazione offre al territorio un contributo concreto. Si riesce a coinvolgere un numero impressionante di ragazzi: vedere teatri pieni per ascoltare filosofi e relatori rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio. È un’iniziativa che valorizza il territorio beneventano e lo inserisce a pieno titolo nei circuiti più importanti della cultura”. 
Dello stesso pensiero l’assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini: “La prof. D’Aronzo con la sua passione intelligente, l’entusiasmo contagioso e la capacità di tirar fuori una grinta incredibile, riesce a dare fuoco e vita a un festival che già di per sé è elogio concreto della bellezza”. Un festival che incarna lo stile del territorio sannita: “Non si impone in modo appariscente sullo scenario nazionale, ma conserva una riservatezza, una forma di garbo e di prudenza che sono espressione di eleganza e di rispetto”. E ha concluso: “Piccoli passi importanti che nel corso del tempo sedimentano e fanno crescere generazioni di grande valore, magari lontano da qui, ma che poi tornano e dimostrano che si è seminato bene”. 

Il programma completo:

Lunedì 9 marzo 2026 – ore 15
Auditorium Sant’Agostino
Lectio magistralis di Dacia Maraini: ‘La bellezza in pericolo’
A seguire inaugurazione della mostra provinciale ‘Sguardi sulla bellezza’

Giovedì 12 marzo 2026 – ore 15 (online)
Lectio magistralis di Salvatore Natoli: ‘Kalokagathìa o della circolarità tra il bello e il bene’.

Martedì 17 marzo 2026 – ore 15
Teatro San Marco
Lectio magistralis di Paolo Crepet: ‘Il reato di pensare’

Venerdì 20 marzo 2026 – ore 15 (online)
Lectio magistralis di Lidia Palumbo: ‘Platone e la bellezza’
Lectio magistralis di Paolo Amodio: ‘Liberi pensieri’ sulla bellezza tra XVII e XVIII secolo

Lunedì 23 marzo 2026 – ore 15 (online)
Lectio magistralis di Umberto Curi: ‘L’apparire del bello’

Mercoledì 25 marzo 2026 – ore 15
Auditorium Sant’Agostino
Lectio magistralis di Stefano Zecchi: ‘La bellezza salverà il mondo?’

Giovedì 9 aprile 2026 – ore 15 
Lectio magistralis di Maurizio Ferraris: ‘Che cosa ci ricorda la bellezza?’

Lunedì 13 aprile 2026 – ore 15 (online)
Lectio magistralis di Massimo Polidoro: ‘Bellezza della scienza, come chiave per guardare il mondo con occhi nuovi’ 

Mercoledì 15 aprile 2026 – ore 15 (online)
Lectio magistralis di Carlo Galli: ‘Bellezza e politica’

Giovedì 16 aprile 2026 – ore 18,30
Teatro Comunale ‘Vittorio Emmanuele’
Spettacolo filosofico-musicale ‘Il corpo della bellezza’
Testi di Umberto Curi, spettacolo a cura di Odette Marucci e Hassan Award, coordinamento di Linda Ocone, con la partecipazione Visual Art di Cristina Francesca Vocino, voce narrante Nicola Nicchi. 

Lunedì 20 aprile 2026 – ore 15
Teatro San Marco  
Lectio magistralis di Stefano Massini: ‘La bellezza bene comune’ 

Venerdì 15 maggio 2026 – ore 16,30
Teatro ‘Vittorio Emmanuele’
Lectio magistralis di Massimo Donà: ‘Bellezza e conoscenza. Da Platone a René Magritte’ 
Premiazione del concorso ‘Io filosofo’ con la partecipazione del Conservatorio ‘Nicola Sala’.