l fischio d’inizio del signor Calzavara di Varese, previsto per le 19.30 al Partenio-Lombardi, non darà il via a una semplice partita di Serie B, ma a un drammatico scontro per la sopravvivenza sportiva. In un clima di tensione palpabile, con il rischio esonero che pende come una scimitarra sulle teste di Raffaele Biancolino e Giorgio Gorgone, la sfida tra Avellino e Pescara assume i contorni di un’ultima spiaggia per due piazze storiche entrate in una crisi senza fine.
I numeri della vigilia sono lo specchio di una stagione fallimentare per entrambe le formazioni, accomunate dall’etichetta di “difese colabrodo”. I padroni di casa dell’Avellino, fermi a quota 28 punti dopo i pesanti stop contro Monza e Frosinone, hanno già incassato 40 reti, con un pacchetto arretrato che non riesce a mantenere la porta inviolata da dieci turni consecutivi.
Ancora più drammatica la situazione del Pescara: fanalino di coda con appena 15 punti e una difesa che imbarca acqua da ogni lato, con 48 gol subiti e una media di due reti incassate a partita. Per gli abruzzesi, la decisione di Gorgone di abbandonare la difesa a tre per un più spregiudicato 4-3-2-1 è il tentativo disperato di scuotere un ambiente rassegnato.
Sotto il profilo tattico, l’Avellino si presenterà con un 3-5-2 che vede il rientro di Missori sulla destra e Sala a sinistra, con il duo pesante Patierno-Biasci incaricato di scardinare la fragile retroguardia ospite. Biancolino ha però in serbo il jolly del 4-3-1-2 da lanciare nella ripresa, sfruttando i colpi di Russo e Roberto Insigne, quest’ultimo pronto alla sfida a distanza con il fratello Lorenzo, che siede sulla panchina pescarese. Sul fronte Pescara, Gorgone affida le chiavi del centrocampo a Brugman e la fantasia a Meazzi e Olzer, nel tentativo di servire l’unica punta Di Nardo.
Le probabili formazioni (fischio d’inizio ore 19:30):
Avellino (3-5-2): Daffara; Enrici, Simic, Fontanarosa; Missori, Sounas, Le Borgne, Besaggio, Sala; Biasci, Patierno. A disposizione: Iannarilli, Sassi, Reale, Cancellotti, Armellino, Palumbo, Insigne R., Milani, Palmiero, Pandolfi, Tutino, Sgarbi, Russo, D’Andrea. Allenatore: Biancolino.
Pescara (4-3-2-1): Desplanches; Faraoni, Capellini, Bettella, Cagnano; Valzania, Brugman, Fanne; Olzer, Meazzi; Nardo. A disposizione: Saio, Profeta, Letizia, Gravillon, Altare, Brandes, Russo, Corbo, Insigne L., Berardi, Acampora, Caligara. Allenatore: Gorgone.
Arbitro: Andrea Calzavara della sezione di Varese. Assistenti: Luca Mondin (Treviso) e Marco Colaianni (Bari). IV Ufficiale: Paride Tremolada (Monza). VAR: Francesco Meraviglia (Pistoia); AVAR: Matteo Gualtieri (Asti).
NOTE: L’Avellino non ha mai vinto nei cinque precedenti con l’arbitro Calzavara, inclusa la sfida d’andata terminata 1-1 e la sconfitta di Catanzaro. Per il Pescara il bilancio con il fischietto lombardo è di tre vittorie, due pareggi e due sconfitte.

















