“Vergognosamente e con una pavidità politica per cui oggi, a nome di molti, Prodi dovrebbe solo chiedermi scusa, fui lasciato solo mentre una inchiesta, poi rivelatasi infondata e dal quale io e i miei familiari siamo usciti totalmente indenni, travolgeva la mia carriera politica e i miei affetti. Da economista, pensavo Prodi conoscesse o ricordasse meglio almeno l’algebra politica: gli mancarono i voti dei diniani, del rosso Turigliatto, di Pallaro e De Gregorio che determinarono quella caduta. Vinse grazie a me, visto che alle Politiche lo scarto dal centrodestra fu di soli 25 mila voti e io gliene portai in dote 535mila. Questi i numeri. Io feci ciò che era giusto, parlandone con il compianto presidente Napolitano che mi invitò a dimettermi. E quale vantaggio avrei tratto poi dalla caduta di quel Governo? Smisi la casacca parlamentare, ho dovuto attendere 11 anni in attesa di un giudizio che mi proclamò poi innocente, perché ero innocente. Ho dovuto poi ricostruire da allora la mia carriera politica che fortunatamente continua bene. Prodi ha qualche anno più di me, ma non tramuto certo l’inesorabile clessidra del tempo in uno sfiorire intellettuale che sa di falso e bugiardo…”, conclude Mastella.
L’ira di Mastella dopo le frasi di Prodi: “Fui vergognosamente lasciato solo, eppure vinse grazie a me”




















