Aveva 17 anni e una vita davanti. Oggi ne avrebbe compiuti 18. Ma il tempo, per Francesco Pio De Luca, si è fermato il 22 maggio 2025.
Francesco Pio era uno studente dell’Alberghiero. Un ragazzo semplice, educato, profondamente legato alla famiglia. Aveva una passione che lo accompagnava sin da bambino: il calcio. Aveva iniziato a giocare a quattro anni e mezzo sul campetto dell’Addolorata, crescendo nella scuola calcio guidata da Alfredo De Vita. Con la “De Vita Soccer” aveva disputato il campionato regionale Under 17 di calcio a 5 e aveva già assaporato l’esperienza della C2. Difensore determinato e disciplinato, con quella grinta silenziosa che non cercava applausi ma rispetto. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un ragazzo solare, sempre pronto ad aiutare, capace di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili. “Per noi era come un figlio”, disse tra le lacrime Alfredo De Vita all’indomani della tragedia. Parole che raccontano un legame che andava oltre il campo da gioco, oltre gli allenamenti e le partite.
Ma Francesco Pio non era solo un giovane calciatore: era un figlio, un fratello, un amico. A casa, con papà Orlando e mamma Mariaconsiglia, era complicità, rispetto e sorriso. Per le sorelle – Chiara, la gemella, Giulia e la piccola Alessia – era protezione ed equilibrio. Era quello che sdrammatizzava, ascoltava e c’era sempre, senza bisogno di parole grandi. Il dolore della famiglia si misura nei dettagli quotidiani: nella sedia vuota a tavola, nella porta che non si apre più allo stesso modo, nei messaggi che non arriveranno. Si misura nelle abitudini che continuano, ma con un’assenza che pesa più di ogni parola.
Quel tragico 21 maggio, Francesco Pio era in sella a uno scooter quando si verificò lo scontro con un’auto tra via Napoli e via Cocchia. Le lesioni riportate al cranio erano gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio, i medici tentarono di salvarlo, ma il suo cuore smise di battere poche ore dopo, lasciando nello sconforto la famiglia, gli amici, i compagni di scuola e di squadra.
Sono passati nove mesi da quella tragedia che sconvolse il rione Libertà e l’intera città di Benevento, eppure il suo nome continua a vivere nei ricordi, nei racconti, nelle fotografie condivise sui social, nei pensieri di chi gli ha voluto bene.
Oggi sarebbe stato il giorno della maggiore età. Un traguardo importante, il passaggio verso l’età adulta, carico di sogni, responsabilità e nuove scelte. La famiglia lo immagina con il suo sorriso luminoso, con quell’entusiasmo genuino che metteva in ogni cosa. Lo immagina pronto ad affrontare il mondo con la stessa determinazione che mostrava in campo e con la stessa gentilezza che riservava a chiunque incrociasse il suo cammino. Nei racconti dei suoi cari emerge un ragazzo “luminoso e genuino”, capace di “trasmettere serenità e buonumore”, sempre pronto a mettere da parte i propri impegni per aiutare gli altri. E nel giorno in cui avrebbe compiuto diciotto anni, il pensiero della sorella gemella Chiara si fa ancora più intenso: l’assenza “si sente più forte degli altri giorni”, il silenzio sembra parlare, i ricordi restano vivi. Perché certi legami non finiscono: cambiano forma, ma restano per sempre.
Nel rione Libertà, tra amici e compagni di squadra, il suo nome continua a circolare. Sul campetto dove tutto era iniziato, tra un pallone che rimbalza e una porta improvvisata, qualcuno lo immagina ancora lì, pronto a difendere con determinazione, con quel sorriso appena accennato. Oggi Francesco Pio avrebbe forse festeggiato con gli amici di sempre, con i compagni di squadra, con quella timidezza mista a entusiasmo tipica di chi sta per affacciarsi alla vita adulta.
L’amore che lo circonda non si è fermato quella sera: vive nei racconti della sua famiglia, nelle parole degli amici, negli occhi di chi ancora oggi pronuncia il suo nome con affetto. Perché certe assenze non si colmano. Si imparano solo a portare dentro. Nel giorno in cui avrebbe compiuto 18 anni, la famiglia e gli amici si ritroveranno in preghiera. Alle 18.30, infatti, nella chiesa di San Modesto, sarà celebrata una messa in suffragio di Francesco Pio, un momento di raccoglimento aperto a quanti vorranno condividere un pensiero e stringersi attorno ai suoi cari.
Oggi Benevento si ferma ancora una volta a ricordare il suo ragazzo.


Il ricordo di papà Orlando, mamma Mariaconsiglia e delle sorelle
Nel giorno in cui Francesco Pio avrebbe compiuto diciotto anni, il ricordo si fa ancora più intenso nella casa di papà Orlando e mamma Mariaconsiglia. Accanto a loro le sorelle Chiara, la gemella, Giulia e la piccola Alessia, dieci anni. È la famiglia a tracciare il ritratto più autentico del ragazzo che non c’è più, custodendo nel cuore il suo sorriso, la sua bontà e quella luce che riusciva a portare nella vita di tutti.
“Francesco Pio era un ragazzo con un carattere luminoso e genuino. Trasmetteva serenità e buonumore a chiunque gli stesse accanto. La sua educazione si vedeva nei piccoli gesti quotidiani, nel rispetto verso gli altri e nella gentilezza con cui si relazionava con ogni persona, senza distinzione. Era sempre attento ai bisogni di chi lo circondava e non esitava a offrire il proprio aiuto. Spesso metteva da parte i propri impegni per dare una mano a chi ne aveva bisogno. La sua disponibilità veniva da una sensibilità naturale e da un sincero desiderio di fare del bene. Oggi la famiglia lo ricorda con grande affetto nel giorno in cui avrebbe compiuto diciotto anni. Questo è un momento importante e simbolico della vita. Un traguardo che segna il passaggio verso l’età adulta, pieno di sogni, progetti e nuove responsabilità. Francesco avrebbe sicuramente vissuto questo traguardo con il suo sorriso luminoso e la sua inesauribile voglia di vivere”.
Il messaggio d’amore della sorella gemella Chiara: “Oggi la tua assenza si sente più forte degli altri giorni”
A ricordarlo con parole cariche d’amore è la sorella gemella Chiara De Luca. Questo il suo pensiero: “Oggi la tua assenza si sente più forte degli altri giorni, e il silenzio sembra parlare di te. Ti ritrovo nei ricordi, nei sorrisi che abbiamo condiviso, nelle abitudini che senza accorgermene porto ancora con me e in tutte quelle piccole cose che continuano a tenerci uniti. A volte vorrei poter sentire ancora la tua voce, ridere insieme delle stesse cose, e altre volte basta il pensiero di te per sentirmi meno sola. Avrei ancora mille cose da dirti, mille momenti da condividere, ma continuo a parlarti nei pensieri, sperando che in qualche modo ti arrivino. Perché certi legami non si perdono, cambiano forma, ma restano per sempre”.




















