“Circolano nel mandamento bande che rapinano i bambini. Fate attenzione”.
Ad Avella scatta l’allarme per una catena audio che da giorni circola sui cellulari di molti cittadini, alimentando timori e sospetti. A intervenire pubblicamente per fare chiarezza è stato il parroco del paese, Don Giuseppe Parisi, che ha smentito con decisione di essere l’autore del vocale diventato virale
“Non sono io l’autore di quel messaggio” «Carissimi, mi è giunta voce che sta circolando un vocale sui gruppi delle mamme…», esordisce il sacerdote in una nota diffusa alla comunità parrocchiale. Il riferimento è a un audio che metterebbe in guardia i genitori dalla presenza in zona di una presunta “banda che ruba bambini”.
Nel messaggio di chiarimento, don Parisi precisa di non aver mai registrato né autorizzato alcun vocale di questo tipo, prendendo le distanze da un contenuto che ha generato apprensione tra le famiglie.
L’audio, diffuso inizialmente su chat private e “gruppi delle mamme”, sarebbe stato attribuito al parroco probabilmente per aumentarne la credibilità o solo per il timore di una circostanza che, se reale, avrebbe creato un vero e proprio allarme. Una dinamica già vista in altri contesti: messaggi allarmistici che vengono associati a figure istituzionali o religiose per sembrare attendibili.
In paese, la notizia si è diffusa rapidamente, creando un clima di preoccupazione. Alcuni genitori hanno segnalato timori e sospetti, mentre sui social locali si sono moltiplicati commenti e condivisioni.
Il parroco ha invitato i fedeli e l’intera cittadinanza alla calma e alla responsabilità: non condividere contenuti privi di fonte certa e verificare sempre le informazioni attraverso i canali ufficiali.
«Non lasciamoci prendere dal panico», è il senso dell’appello rivolto alla comunità. Un richiamo alla prudenza che punta a spegnere sul nascere una psicosi collettiva e a riportare serenità in paese.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte delle forze dell’ordine che confermino la presenza di bande organizzate o episodi riconducibili a quanto raccontato nel vocale.
L’episodio riaccende il tema delle cosiddette “catene audio” che, sfruttando la paura e l’emotività, riescono a diffondersi con grande rapidità.




















