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Una sconfitta netta nel punteggio, meno – secondo Davide Ballardini – nell’analisi complessiva della prestazione. Dopo Venezia-Avellino, il tecnico biancoverde individua con chiarezza il limite principale della sua squadra: l’atteggiamento iniziale.

“Siamo stati troppo timidi, ci siamo abbassati troppo concedendo energie e occasioni al Venezia. Avevamo il dovere di essere più aggressivi e di stare più alti”. Un Avellino prudente, che nei primi 35 minuti ha lasciato il pallino del gioco ai lagunari senza però, a detta dell’allenatore, andare realmente in difficoltà: “C’è stato il loro dominio, ma non siamo mai andati in affanno”. L’episodio che cambia la gara è l’espulsione. Da lì in poi, la partita prende una direzione precisa: “Dopo il rosso abbiamo subito il primo gol e poi l’autogol. In quel momento è finita“. Il 3-0 pesa, ma Ballardini salva la reazione nella ripresa: “Anche con un uomo in meno abbiamo tenuto bene il campo. Sottolineo l’atteggiamento e la serietà dei ragazzi”.

Con tre gare in sette giorni, la gestione delle energie diventa centrale. “Insigne e Tutino stanno bene, mi sembrava giusto farli giocare. Bisogna essere bravi a gestire forze e testa”. E sull’attacco che fatica a incidere, il messaggio è diretto: “Va sbloccato per forza. Dobbiamo metterli nelle condizioni di avere palle giocabili”. Dalla serata del Penzo resta una lezione chiara: servono più coraggio, più aggressività e una squadra capace di accorciare in avanti. “Sabato è importantissima”, chiude il tecnico. Per ripartire davvero, servirà trasformare l’analisi in risposte concrete sul campo.