Assoluzione piena perché il fatto non sussiste. È questa la decisione pronunciata ieri dal Tribunale di Benevento in composizione monocratica, con il giudice dott.ssa Monaco, al termine del processo nei confronti di R.S., una 76enne imputata per il reato di ricettazione legato all’utilizzo di un assegno risultato oggetto di denuncia.
La vicenda giudiziaria nasceva da un’indagine della Procura della Repubblica di Benevento che contestava all’imputata, nella qualità di legale rappresentante di una società di trasporti, di aver ricevuto e utilizzato un assegno bancario che sarebbe stato di provenienza delittuosa. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’assegno – dell’importo di oltre 4mila euro e appartenente a un conto bancario Unicredit – sarebbe stato denunciato come smarrito o rubato dal titolare. Il titolo sarebbe poi stato utilizzato per il pagamento di lavori di riparazione su un mezzo pesante presso una società di servizi logistici. Proprio l’utilizzo di quel titolo di credito aveva portato all’apertura del procedimento penale e alla citazione diretta a giudizio dell’imputata per il reato di ricettazione.
Nel corso del dibattimento, tuttavia, sono stati analizzati gli elementi probatori raccolti nella fase delle indagini preliminari, tra cui la denuncia querela, i movimenti bancari, la copia dell’assegno e la documentazione commerciale relativa alla fattura emessa per i lavori effettuati. Al termine del processo, il giudice monocratico del Tribunale di Benevento ha disposto l’assoluzione dell’imputata con la formula piena “perché il fatto non sussiste”, escludendo quindi la sussistenza del reato contestato. La donna è stata difesa dall’avvocato Luca Russo.




















