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Si chiude con un patteggiamento a due anni e sei mesi di reclusione, con pena sospesa e beneficio della non menzione nel casellario giudiziale, il procedimento nei confronti di P. L., 19 anni di Bonea, imputato di stalking pluriaggravato e lesioni personali ai danni della ex fidanzata minorenne e dei suoi familiari. Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Avellino, dopo averlo rimesso in libertà, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dagli avvocati Vittorio Fucci e Mirko Palillo, difensori del giovane. La ex fidanzata è difesa dall’avvocato Francesco Perone. Contestualmente il giudice ha disposto anche la revoca della misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico ai luoghi frequentati dalla ragazza e dai suoi familiari.

Le accuse contestate dalla Procura

Il 19enne era imputato per atti persecutori nei confronti della ex fidanzata, dei genitori e del fratello della ragazza. Il reato di stalking era contestato in forma pluriaggravata, in quanto commesso nei confronti di una persona con cui l’imputato aveva avuto una relazione affettiva, ai danni di una minorenne e con modalità ritenute di controllo e possesso nei confronti della donna. All’imputato veniva contestato anche il reato di lesioni personali dolose ai danni della giovane. Secondo la ricostruzione della Procura, dopo la decisione della ragazza di interrompere la relazione, maturata anche a causa della presunta possessività del giovane, il 19enne avrebbe iniziato a porre in essere comportamenti reiterati di minaccia e molestia. La giovane avrebbe ricevuto numerosi messaggi offensivi e minacciosi, con accuse di tradimento e pesanti ingiurie rivolte anche ai suoi familiari. In diversi messaggi l’imputato avrebbe utilizzato espressioni particolarmente offensive e minacciose nei confronti della ragazza, mentre analoghe offese sarebbero state indirizzate anche al fratello e ai genitori della minorenne tramite messaggi e audio.

L’episodio di Montesarchio

Tra gli episodi contestati vi è anche quanto avvenuto il 18 maggio 2025 a Montesarchio, quando la ragazza si trovava in compagnia del fratello e di alcuni amici. Secondo l’accusa il giovane si sarebbe avvicinato al gruppo colpendo con schiaffi la ex fidanzata, provocandole lesioni personali, e un suo amico, arrivando anche a prendere una sedia nel tentativo di scagliarla. Tali condotte, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero provocato nella ragazza un perdurante stato di ansia e di paura, oltre a un fondato timore per la propria incolumità e per quella dei familiari. La giovane avrebbe quindi modificato le proprie abitudini di vita, evitando di uscire da sola e facendosi accompagnare dai genitori sia a scuola sia durante le uscite.

Il 19enne rischiava una condanna molto più severa. Il reato di stalking prevede infatti una pena massima fino a sei anni di reclusione, aumentata nel caso specifico per la presenza delle aggravanti contestate. Considerando anche l’accusa di lesioni personali, la pena potenziale avrebbe potuto superare i dieci anni di carcere. Con il patteggiamento il giovane ha ottenuto la pena sospesa e il beneficio della non menzione della sentenza nel casellario giudiziale, oltre all’obbligo di partecipare a un percorso rieducativo. La sentenza, tuttavia, non è ancora definitiva, poiché resta possibile il ricorso in Cassazione nelle successive fasi del procedimento.