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Un anno brutto, sotto tanti punti di vista ma in questa circostanza il Benevento, alla sua prima esperienza in Serie A, avrebbe fatto volentieri a meno di essere l’ospite d’onore in questa giornata particolare.

Era l’11 marzo del 2018, la prima sfida della Fiorentina dopo la morte del proprio capitano, Davide Astori, trovato senza vita in una stanza di albergo a Udine una settimana prima. Un evento tristissimo che ha toccato il mondo del calcio, senza bandiere e senza appartenenza e non solo in Italia.

E quell’undici di marzo il calendario ha voluto che ci fosse il Benevento a vivere quella giornata tristissima e surreale. La squadra giallorossa stava vivendo la sua prima stagione in A, De Zerbi era l’allenatore e quella squadra, un mix di giocatori a caccia di gloria e atleti all’ultima chiamata o fermi da un po’, era l’avversaria designata in una giornata tremenda dal punto di vista emozionale. Non poteva essere una sfida come le altre e non lo è stata. Una coreografia pazzesca, palloncini in volo, messaggi da parte dei tifosi della Strega, un migliaio, ed esultanza al gol di Hugo con tanto di maglia dedicata al capitano.

Era una giornata di pioggia battente, quasi un messaggio: lacrime in campo, lacrime sugli spalti e lacrime dal cielo.

Da quel giorno sono passati ben 8 anni, tanti senza un atleta che avrebbe potuto dire ancora tanto nel mondo del calcio, troppi senza un uomo buono e gentile, come ne sono rimasti ben pochi.