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Saranno ascoltati per l’interrogatorio preventivo il prossimo 31 marzo due dei sette medici indagati per l’omicidio colposo in concorso di Domenico Caliendo a cui il Nas e la Procura di Napoli contestano anche di avere falsificato la cartella clinica del bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025 nell’ospedale Monaldi di Napoli.
I due medici in questione sono il cardiochirurgo 54enne Guido Oppido, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni, 32 anni, che, per gli inquirenti, avrebbero fatto risultare di avere avviato l’incanalamento dell’aorta e la circolazione extracorporea, propedeutici alla cardiectomia, contemporaneamente all’arrivo nella sala opertoria di Napoli del box frigo fuori dalle linee guida contenente il cuore prelevato a Bolzano.
Secondo una infermiera, invece, ascoltata come persona informata dei fatti, sia le operazioni di cardiectomia, sia quelle che l’hanno preceduta, come il clampaggio (una manovra chirurgica decisiva in cui l’aorta viene chiusa bloccando il flusso sanguigno per consentire l’espianto del cuore), sarebbero state eseguite nel Monaldi prima dell’arrivo in sala operatoria dell’equipe con il frigo contenente il cuore purtroppo congelato, prelevato a Bolzano.
La questione dell’orario del clampaggio era già emersa diverse settimane fa con la diffusione di alcuni stralci delle sommarie informazioni testimoniali raccolte dal Nas relative a una discussione risalente al 10 febbraio scorso a cui presero parte anche i dottori Oppido e Bergonzoni (oltre che la dottoressa Farina e altri sanitari).
Al centro della conversazione, che a certo punto ha assunto anche toni accesi, c’era proprio l’orario del clampaggio, alle 14,18 (del 23 dicembre 2025) quando invece la telefonata della dottoressa Farina che annunciava il suo arrivo era stata effettuata invece alle 14,22. La sanitaria ascoltata racconta infine di avere segnato nella cartella CEC (che contiene i dati relativi alla circolazione extracorporea) lo stesso riportato dal suo cellulare e dalla macchina cuore-polmoni.
La mamma di Domenico Caliendo, intanto, stamattina è stata ascoltata in Procura, anche lei come persona informata sui fatti e ha sostanzialmente ricostruito tutta la vicenda davanti al pm Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo, alla presenza dei militari del Nas e del procuratore aggiunto Antonio Ricci.
La Procura, dopo averla ascoltata, ha anche sequestrato il cellulare di una infermiera sul quale ci sarebbero audio, foto e video registrati il 23 dicembre in sala operatoria.