Al Comune di Solofra si avvicina una scadenza decisiva che potrebbe segnare il destino dell’attuale amministrazione comunale. Dopo la bocciatura del bilancio di previsione in Consiglio, il tempo stringe: senza una nuova approvazione entro i termini previsti, il rischio concreto è quello del commissariamento e dello scioglimento del Consiglio comunale.
Il sindaco Moretti prova a ricucire una maggioranza ormai fragile e divisa. Nelle ultime ore ha convocato a Palazzo Orsini una riunione ristretta con i revisori dei conti e i consiglieri di maggioranza, nel tentativo di rimettere in carreggiata il documento contabile e superare le criticità emerse in aula.
Sul tavolo restano nodi pesanti: la necessità di dettagliare con maggiore precisione i debiti fuori bilancio e il contributo da destinare alla Solofra Servizi, passaggio fondamentale per sostenere il concordato della municipalizzata che gestisce il ciclo idrico. Questioni tecniche, ma dal forte impatto politico, che hanno contribuito alla spaccatura interna culminata nel voto contrario di undici consiglieri, tra cui diversi esponenti della stessa maggioranza.
Dalla riunione non sono filtrati segnali chiari sull’esito del confronto. Il sindaco ha parlato della volontà di “approfondire alcuni aspetti” del bilancio, ma a pesare è stata anche l’assenza di alcuni consiglieri al tavolo, interpretata da molti come un ulteriore segnale di tensione.
Intanto, tra i banchi del Consiglio, emergono posizioni differenti ma accomunate dalla consapevolezza della delicatezza del momento.
Il consigliere Antonello D’Urso è molto critico: “La bocciatura del bilancio nell’ultimo Consiglio Comunale non è stata un incidente di percorso: è l’inevitabile risultato di mesi di gestione amministrativa fallimentare. Una crisi politica che parte da lontano e che ha avuto tappe evidenti a tutti: la revoca del vicesindaco Gaetano De Maio, rientrato poco dopo con la stessa carica; l’azzeramento della giunta annunciato come “rilancio amministrativo” e rivelatosi l’ennesimo fallimento; la nomina a vicesindaco di Gabriele Pisano, e che dopo appena venti giorni ha rinunciato alla carica.

















