Prosegue il confronto nel centrosinistra avellinese in vista delle elezioni amministrative del 2026. Durante una conferenza stampa, Giancarlo Giordano ha tracciato il quadro politico attuale, rilanciando la proposta di costruire un “campo largo” fondato su regole condivise e su un programma aggiornato.
“Stiamo cercando di entrare in una situazione che ci porti a mettere un po’ di ordine nelle vicende politiche del centrosinistra, quantomeno, visto il caos del centrodestra”, ha spiegato Giordano, sottolineando la necessità di dare una direzione chiara al dibattito politico locale.
Al centro dell’intervento, la proposta di ripartire da un programma già esistente: “Noi abbiamo proposto un programma, che è quello che avevamo già sottoscritto ormai due anni fa. Vogliamo aggiornarlo, permettere alle forze politiche che entrano adesso nella coalizione di poterlo vedere, migliorare, superare, se ci sono le condizioni”.
Ma il punto chiave riguarda soprattutto le regole per la costruzione della coalizione. “Oggi proponiamo un quadro di regole a cui la coalizione si deve ispirare, sia per la composizione delle liste sia per i metodi di scelta dei candidati”, ha aggiunto, chiarendo che si tratta di principi “ispirati alla Carta di Pisa” e pensati per garantire trasparenza e qualità della classe dirigente.
Giordano ha poi lanciato un messaggio chiaro sui tempi: “Il tema vero è che non c’è più tempo. Abbiamo atteso un congresso, le provinciali, anche il referendum, però di Avellino non si parla mai”. Da qui la richiesta di rimettere la città al centro del dibattito politico: “Avellino è una priorità: non può essere l’ultima cosa di cui ci si occupa”.
Nel suo intervento, l’esponente politico ha insistito anche sulla finalità del progetto: “Noi siamo saldamente dentro il campo largo e vogliamo che questa coalizione dia il massimo per candidarsi a governare, non solo a vincere. La politica non è una sfida sportiva, ma una sfida tra idee per la comunità”.
Entrando nel merito delle regole, Giordano ha spiegato che queste puntano a selezionare una classe dirigente credibile: “Devono esserci condizioni che garantiscano che chi governa non sovrapponga interessi privati a quelli pubblici e operi per il bene comune”.
Rispetto al dibattito interno e alle polemiche sui possibili nomi, ha ridimensionato le tensioni: “Non è uno stop a nessuno, perché i nomi non sono ancora arrivati al tavolo. Noi portiamo idee e metodo, poi arriveremo ai nomi”.
Infine, proprio sul tema delle candidature, Giordano ha chiarito la posizione nei confronti del Partito Democratico: “Non abbiamo riconosciuto al Pd un’esclusiva, ma il dovere di un’iniziativa perché è la forza più grande. Al tavolo si sta con dignità”.
E sui possibili candidati ha concluso: “Abbiamo l’ambizione di proporre nomi in grado di governare. Non è detto che debba essere un nostro nome: potrebbe essere anche un altro che rappresenti meglio tutta la coalizione”.

















