E’ sempre più conto alla rovescia per le prossime elezioni amministrative ad Avellino a meno di un mese dalla scadenza per la presentazione delle liste.
E intanto, puntuale come ogni competizione elettorale, nel centrosinistra più che una corsa unitaria sembra prendere forma una competizione interna. L’idea del cosiddetto “campo largo”, evocata a più riprese anche a livello nazionale, si scontra ancora una volta con vecchie fratture, personalismi e strategie divergenti.
L’iniziativa pubblica promossa da realtà civiche e politiche come SiPuò Avellino, Controvento Avellino e Sinistra Italiana dell’emblematico titolo “Avellino Game over, il centrosinistra e il tempo che scade” L’iniziativa in programma domani, mercoledì 1 aprile alle ore 18:00 al Circolo della Stampa, mette nero su bianco un disagio diffuso: il tempo stringe e la costruzione di una candidatura condivisa appare ancora lontana.
E questa, almeno per questa parte della coalizione, non può essere riconosciuta nell’imprenditore Walter Giordano, tra l’altro con tanto di questione etica per il suo ruolo di gestore di servizi pubblici comunali, come il cimitero.
Disagio già emerso nel corso dell’ultimo interpartitico quando, non a caso, la Sinistra ha abbandonato il tavolo in segno di protesta.
E, quindi, i cuore del problema, resta la scelta del candidato sindaco. Da settimane circolano nomi, ipotesi e autocandidature appunto. Il rischio è quello già visto in passato: arrivare alla scadenza elettorale con una coalizione formalmente unita ma sostanzialmente divisa, oppure – scenario ancor più probabile – con più candidati riconducibili alla stessa area.
Alcuni chiedono primarie aperte per legittimare il candidato e coinvolgere la cittadinanza; altri temono che uno strumento del genere, senza una base realmente coesa, possa accentuare le fratture invece di ricomporle. Nel frattempo, il dialogo procede a rilento, spesso più sui social e a mezzo stampa che nei tavoli politici.
A pesare è anche la storia recente della città. Le esperienze amministrative precedenti, le rotture consumate durante le consiliature e le rivalità personali mai del tutto superate continuano a influenzare le scelte attuali.
L’assemblea pubblica del 1° aprile rappresenta un tentativo di riaprire il confronto e rimettere al centro temi e contenuti, ma il tempo a disposizione è limitato.



















