“Non dormo da giorni al pensiero della B”. Lo ha confessato più volte Floro Flores nelle scorse settimane in maniera schietta, senza veli e senza inganni. In fondo tutta la sua esperienza sulla panchina della Strega è stata così: nessun politichese, pochissime parole di circostanza e solo tanta sincerità nell’ammettere che, in soldoni, il segreto del suo successo è stato quello di porsi nel modo giusto con un gruppo “di veri uomini” come ha definito più volte i suoi ragazzi. Difesa a tre, a quattro, due o tre punte. In fondo il calcio è molto più semplice di quanto si creda se si ha la capacità di toccare le corde giuste. Sia chiaro, Floro Flores ci ha messo del suo non solo sul piano “umano” ma anche su quello più squisitamente calcistico semplicemente mettendo tutte le pedine al posto giusto. Nessun Politano utilizzato come terzino (Gattuso docet), nessun Beppe Signori spostato sulla fascia a difendere (Sacchi, Usa 94), ma ha solo messo tutti nelle condizioni ideali per rendere al meglio secondo le loro caratteristiche.
“Alla squadra ho detto subito di stare tranquilla e divertirsi”, parole e musica di Floro Flores che ha capito che dopo Auteri al gruppo serviva la leggerezza mentale per “stapparsi” e pigiare il piede a manetta. Non è un caso che il Benevento non è dipeso da un unico calciatore, ma tutto il gruppo ha dato un contributo fondamentale. Senza dimenticare l’assenza di Salvemini, top scorer con 13 reti ma out dal 24 ottobre e rientrato solo a gennaio per un infortunio alla caviglia. L’allungo decisivo tra febbraio e marzo quando il testa a testa con il Catania, l’unica squadra in grado di reggere il ritmo della Strega, si è tramutato in una corsa solitaria con i giallorossi schizzati a +12 dopo il 2-1 nello scontro diretto del “Vigorito”.
Il resto è storia recente con il blitz di Salerno, quasi in surplus, che ha regalato a Floro Flores la prima immensa gioia della sua carriera. In appena dieci mesi, l’ex attaccante di Napoli, Genoa e Udinese è passato da allenare l’under 17 (portata fino alla finale nazionale di serie C) ad essere il condottiero di gente del calibro di Maita, Scognamillo, Salvemini e co. Non era assolutamente scontato entrare subito in perfetta sintonia con calciatori dal carisma enorme, con l’ulteriore scoglio che tutti erano stati fortemente voluti nel Sannio da Auteri che li aveva allenati nel corso della sua carriera. Questo è il vero capolavoro di Floro Flores: “fidatevi di me”. E così è stato perché tutti hanno remato dalla stessa parte, anche chi ha avuto un minutaggio scarso rispetto al suo curriculum. Nessuno è rimasto indietro, nessuno è stato messo da parte. Anche i più giovani come Romano hanno avuto la loro occasione e sono stati perfetti a sfruttarla. I numeri? Letteralmente da urlo a partire dagli 80 punti in 35 gare conditi da 71 reti messe a segno che fanno del Benevento di gran lunga la fabbrica del gol più prolifica di tutta la serie C con tre calciatori in doppia cifra. Un gruppo che dominato in lungo ed in largo un torneo storicamente ostico come il girone meridionale. Scusate se è poco.



















