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Forse consapevole di essere in una fase down, Alcaraz lo aveva anticipato: “Non so quando, ma Jannik si riprenderà la prima posizione del ranking”. Così è andata, perché il trionfale pomeriggio di Montecarlo ha portato in dono a Sinner non solo il terzo Master 1000 di fila dopo Indian Wells e Miami, ma anche il sorpasso allo spagnolo che da oggi è costretto ad inseguire l’altoatesino che si è ripreso lo scettro di numero 1 al mondo. Sul centrale dell’impianto monegasco gremito come non mai, è stato il vento a creare non pochi problemi ai due campioni. Meglio Alcaraz in avvio (2-0), ma quando il gioco si fa duro Sinner ha la capacità di cambiare marcia e dopo aver riconquistato subito il break, il set è andato avanti quasi punto a punto fino all’inevitabile tie-break. Freddo, lucido e con il solito killer instict, Sinner lo ha portato a casa (7-5) giocando meglio i punti decisivi, una sorta di specialità della casa.

Nella seconda partita lo spagnolo ha provato subito a scappare andando sul 3-1, ma qui di nuovo il match ha svoltato in favore di Sinner che ha messo ogni volta che poteva i piedi nel campo anticipando la risposta. Forse, rispetto alle altre sfide tra i due sempre sul filo di un perfetto equilibrio, tranne in avvio il secondo set della finale di Montecarlo ha evidenziato l’attuale superiorità del tennis dell’altoatesino che ha portato a casa la finale con un 7-6, 6-3 in 2 ore e 15 minuti di gioco. Per Sinner un segnale chiaro e forte in vista di Roma e soprattutto Parigi: anche sulla terra rossa l’equilibrio ora pende per l’azzurro che non batteva Alcaraz da Umago 2022.