Una stretta decisa contro le frodi e una tutela più forte per uno dei simboli della Campania. Coldiretti Campania accoglie con favore l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, che introduce nuove regole e controlli più severi nella filiera bufalina, mettendo un punto fermo su una pratica contestata da anni: la produzione di mozzarella anche con latte in polvere o concentrato.
“Trova finalmente la parola fine una battaglia della Coldiretti per tutelare la qualità dell’oro bianco della Campania. Saranno inaspriti i controlli sui metodi di produzione della mozzarella di bufala, diventa difficilissimo produrla (sia essa dop oppure no) con latte non fresco sia esso concentrato oppure in polvere facendola franca. Dobbiamo dire grazie al grande lavoro dell’onorevole Marco Cerreto al fianco del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida per portare a compimento questo percorso” spiega il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.
La norma introduce strumenti concreti per rafforzare la tracciabilità e la sicurezza lungo tutta la filiera. Tra le novità principali c’è l’istituzione del Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati, accompagnato da una piattaforma informatizzata nazionale che consentirà di monitorare ogni fase: dalla mungitura fino alla commercializzazione.
L’obiettivo è evitare irregolarità come doppie mungiture non dichiarate, triangolazioni illecite o utilizzo di materia prima non conforme. Il sistema sarà affiancato da un piano straordinario di controlli a campione su tutta la filiera, con verifiche su produzione, trasporto e trasformazione, oltre all’impiego di analisi di laboratorio per accertare l’origine geografica del latte e individuare eventuali anomalie.
Sul fronte sanzioni, la legge introduce un quadro più rigido: multe da 6.000 a 48.000 euro, fino al 3% del fatturato dell’azienda, con un tetto massimo di 150.000 euro. Un deterrente pensato per colpire in modo efficace le pratiche scorrette e tutelare produttori e consumatori.
Non solo mozzarella. Il provvedimento interviene anche sull’uso improprio del termine “latte”, vietando di attribuirlo a prodotti vegetali senza una denominazione chiara e corretta. In questo caso le sanzioni vanno da 4.000 a 32.000 euro, fino al 3% del fatturato, con un limite massimo di 100.000 euro.
Una riforma che, nelle intenzioni di Coldiretti, rafforza la qualità, la trasparenza e la credibilità dell’intero comparto agroalimentare, difendendo una delle eccellenze più riconosciute del territorio campano.




















