Un nuovo caso scuote il Comune di Benevento. E stavolta il cuore della vicenda sono i concorsi.
A far rumore, nelle ultime ore, è un atto formale pesante: un invito all’annullamento in autotutela. Non una semplice segnalazione, ma una vera e propria denuncia indirizzata al Segretario generale, al sindaco e anche alla Procura e alla Corte dei Conti.
Al centro c’è la posizione della funzionaria Maria Antonella Matticoli. Ed è qui che la storia si fa scivolosa.
Nel curriculum pubblicato dal Comune si parla di un passaggio a funzionario “a seguito di concorso pubblico”. Il problema? Di quel concorso non c’è traccia negli atti. Zero.
Al suo posto emerge altro. Una selezione interna per progressione verticale, pubblicata nel novembre 2022. Ma anche qui, secondo quanto riportato nell’esposto, qualcosa non torna. Perché quella procedura – che per legge dovrebbe basarsi su esperienza e valutazioni maturate nel tempo – viene di fatto trasformata in un concorso classico, con prova scritta e orale.
Una forzatura? È esattamente quello che si contesta. Il punto, però, è ancora più delicato. I requisiti. Il regolamento del Comune parla chiaro: per partecipare a una progressione verticale servono almeno cinque anni di servizio.
Qui invece la funzionaria, al momento della selezione, sarebbe stata in servizio da meno di un anno. Tradotto: non avrebbe potuto nemmeno partecipare. Eppure partecipa. E vince.
Come? Non grazie ai titoli – dove risulta ultima – ma grazie a un risultato pieno nella prova scritta: 30 punti. Un ribaltone che nella denuncia viene definito senza mezzi termini “fantaconcorso”.
E non finisce qui. Marzo 2025. Nuovo passaggio. Viene pubblicato un avviso interno per l’attribuzione di un incarico di elevata qualificazione nel settore Urbanistica. Un ruolo tutt’altro che marginale.
Quanti partecipano? Uno. E l’incarico viene assegnato senza concorrenza. Anche in questo caso emergono criticità: il titolo di studio, anziché essere requisito necessario, viene trattato come semplice elemento di punteggio. Una scelta che, se confermata, cambierebbe completamente il senso della selezione.
Il risultato è una traiettoria che fa discutere: assunzione nel 2021, progressione nel 2022, incarico apicale nel 2025. Tutto in tempi rapidissimi. Troppo, secondo chi ha firmato l’esposto.
Da qui la richiesta netta: annullare in autotutela tutti i provvedimenti ritenuti illegittimi e accendere un faro su quanto accaduto.
Dopo la vicenda Santamaria, un nuovo fronte si apre dentro Palazzo Mosti. Stavolta però non è solo una questione di responsabilità individuale. Perché quando si parla di Urbanistica e incarichi strategici, la linea tra gestione amministrativa e responsabilità politica diventa sottilissima.




















