C’è un altro nome, oltre a quello dell’ingegnere Matteo Iannotti, che emerge dall’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Caprio” e che oggi rischia di aprire un nuovo fronte politico e amministrativo nel Sannio. È quello di Giuseppe Canelli, tecnico e amministratore locale, finito dal 2022 nel registro degli indagati della Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito della maxi indagine su presunti appalti pubblici truccati, corruzione, turbative d’asta e gestione illecita dei subappalti tra Casertano e Beneventano.
Secondo gli inquirenti, attorno al “Sistema Caprio” si sarebbe consolidata una rete di imprenditori, tecnici e professionisti capace di influenzare gare e affidamenti pubblici. Tra quei nomi compare appunto Canelli. Ed è qui che la vicenda si intreccia con la politica locale e con un concorso pubblico su cui è intervenuta anche Altrabenevento.
Perché mentre l’inchiesta andava avanti, Giuseppe Canelli continuava a ricoprire il ruolo di vicesindaco di Solopaca. Nel 2024 ottenne prima un incarico tecnico al Comune di San Lupo, dopo una modifica ai requisiti del bando che ampliò la platea degli ammessi. Un passaggio che si rivelerà decisivo pochi mesi dopo.
Nell’aprile 2025, infatti, il Comune di Solopaca guidato dal sindaco Pompilio Forgione bandisce un concorso per un posto da Funzionario Tecnico – Elevata Qualificazione. Ed è qui che emergono i dettagli che oggi alimentano interrogativi politici enormi.
Il bando prevedeva un requisito estremamente specifico: almeno sei mesi di esperienza lavorativa presso un Ente Locale, in posizione analoga, come dipendente assunto tramite concorso pubblico. Una clausola molto selettiva, che restringe drasticamente la partecipazione. In tutta la provincia partecipano appena sette candidati.
E c’è un dato che colpisce più di tutti. Ci furono sette partecipanti. Solo uno supera la prova orale. Giuseppe Canelli. Proprio lui. Il vicesindaco del Comune di Solopaca, che aveva bandito il concorso. Il suo prifilo fu valutato mentre era ancora in carica come consigliere comunale.
Canelli si dimetterà soltanto mesi dopo, a procedura conclusa e poco prima dell’assunzione definitiva. Ma il nodo politico resta intatto. Perché qui non si parla di un amministratore assunto in un ente diverso da quello governato politicamente, come è ormai prassi nel Sannio. Qui il vicesindaco viene assunto dal “suo” Comune.
Ed emerge anche un altro elemento destinato inevitabilmente a far discutere. Il concorso di Solopaca viene bandito quando segretario comunale dell’ente è il dottor Cosimo Francesca, lo stesso dirigente che aveva seguito anche il precedente concorso di San Lupo grazie al quale Canelli aveva ottenuto i requisiti necessari per partecipare alla nuova selezione.
Solo un mera coincidenza. O una concatenazione di passaggi che inevitabilmente alimenta dubbi e interrogativi? Anche perché nel frattempo Canelli risultava già coinvolto nell’inchiesta sul “Sistema Caprio”, la stessa inchiesta per la quale la Procura ha chiesto misure cautelari nei confronti di 31 indagati, dopo il rigetto iniziale del Gip.
Va chiarito che allo stato non esiste alcuna condanna definitiva nei confronti di Canelli e che tutti gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Ma il punto ormai è politico oltre che giudiziario. Perché quando un tecnico coinvolto in una maxi inchiesta sugli appalti pubblici riesce nel giro di pochi mesi prima ad ottenere i requisiti necessari e poi a vincere un concorso bandito proprio dal Comune che amministrava come vicesindaco, il tema diventa inevitabilmente quello della trasparenza, dell’opportunità e della credibilità delle istituzioni.




















