Tempo di lettura: 3 minuti

Una marea colorata, rumorosa e determinata ha invaso questa mattina le strade di Avellino. Centinaia di studenti e studentesse, provenienti dalle scuole di tutta la provincia, hanno dato vita alla marcia per la Legalità e la Giustizia organizzata da Libera, nell’ambito della seconda edizione della Giornata della Giustizia e della Legalità.

Il corteo, partito dal piazzale della Chiesa di San Ciro, ha attraversato la città per concludersi nel cuore del capoluogo irpino, in una gremita Piazza Libertà. Un’iniziativa nata per trasformare la memoria in impegno quotidiano e per gridare il rifiuto a ogni forma di criminalità, corruzione e violenza.

Il momento più alto e toccante della manifestazione si è consumato sul palco di Piazza Libertà, dove la riflessione collettiva ha incontrato la testimonianza storica. Al centro della giornata, la memoria del vicequestore Antonio Ammaturo, il capo della Squadra Mobile di Napoli (di origini irpine) ucciso il 15 luglio 1982 all’interno di quel torbido e tragico scenario politico-criminale segnato dall’intreccio perverso tra terrorismo e camorra.

A prendere la parola è stata la figlia del funzionario dello Stato, Graziella Ammaturo, che da anni collabora con le scuole del territorio insieme a Libera per trasformare il dolore in cittadinanza attiva. Rivolgendosi alla piazza piena di sguardi attenti, ha lanciato un messaggio di profonda fiducia e speranza: «Ragazzi, siete meravigliosi. Diventate protagonisti di una piccola rivoluzione di libertà.»

Parole che hanno scosso l’animo dei presenti, un invito diretto a non girarsi dall’altra parte, a non accettare passivamente i compromessi e a riscoprire il coraggio della dignità e della cittadinanza attiva.

La marcia di oggi, intitolata non a caso “Comunità che educa comunità”, ha rappresentato l’atto finale di un lungo percorso laboratoriale che ha coinvolto i ragazzi durante tutto l’anno scolastico su temi complessi come le ecomafie, la corruzione e il ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

I punti chiave della manifestazione in Piazza Libertà:

  • La restituzione dei ragazzi: Gli studenti non sono stati semplici spettatori, ma i veri protagonisti, salendo sul palco per presentare testi, elaborati e riflessioni.

  • Le istituzioni e la scuola: Presenti i referenti di Libera Avellino e Libera Campania, insieme ai docenti, ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, uniti nel ribadire che la scuola deve essere il primo presidio contro l’illegalità.

  • Un documento collettivo: Nel corso della giornata è stata promossa la stesura di un documento con proposte concrete per cambiare il territorio irpino, partendo dai bisogni reali delle nuove generazioni.

La piazza si svuota nel primo pomeriggio, ma l’eco degli slogan e l’energia dei ragazzi restano nell’aria. La marcia di Avellino ha dimostrato che la legalità non è un concetto astratto da celebrare solo nelle ricorrenze, ma una pratica quotidiana.

La “piccola rivoluzione” invocata da Graziella Ammaturo è ufficialmente cominciata, e porta il volto, l’entusiasmo e la freschezza dei giovani d’Irpinia.