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Un’ora di tolleranza, quella che serve ad aspettare che qualcosa possa cambiare, poi la vice segretaria Comunale, Maria Michela De Stefano, ha provveduto a fare l’appello constatando che il consiglio comunale fissato per la giornata di ieri era stato disertato dalla maggioranza intera. In aula, nel Comune di Solofra, erano presenti solo gli 8 consiglieri della minoranza e quindi, in assenza del numero legale, la seduta è stata sciolta. Assenti quindi il sindaco Moretti e gli assessori che avevano già approvato il rendiconto in giunta del 23 aprile.

Non un bel segnale, specie se si pensa che, tra numerose problematiche e tensioni, il Comune solofrano era riuscito a scongiurare l’ipotesi scioglimento e conseguente commissariamento. Scampato un fosso, ma le tensioni restano inalterate e le parole affidate ai social da Gabriele Buonanno vanno proprio in questa direzione.

Come consigliere comunale di maggioranza sento il dovere politico e istituzionale di richiamare pubblicamente l’attenzione del Sindaco e dell’intera coalizione sulla reale tenuta politica di questa amministrazione.
Non è più accettabile assistere, ad ogni Consiglio comunale, a tensioni continue, assenze strategiche, ripensamenti e atteggiamenti che finiscono puntualmente per mettere in discussione la stabilità amministrativa e la credibilità della maggioranza davanti ai cittadini. Una situazione che rischia seriamente di compromettere il lavoro svolto e soprattutto di tradire il mandato ricevuto dagli elettori.
Per questo motivo chiedo al Primo Cittadino chiarezza politica e una verifica concreta sulla reale volontà della maggioranza di portare avanti, con serietà e coerenza, il programma amministrativo fino alla fine del mandato.
Non è pensabile che l’attività amministrativa venga rallentata o condizionata, ogni volta, dai capricci personali dell’uno o dell’altro consigliere. I cittadini hanno eletto una maggioranza per governare, assumersi responsabilità e dare risposte alla città, non per assistere ad un continuo spettacolo di fibrillazioni politiche e giochi di equilibrio.
Per quanto mi riguarda, non esistono richieste personali, incarichi da ottenere o contropartite da rivendicare.
Non chiedo nulla per me stesso e nulla in cambio, se non il rispetto degli elettori e dell’impegno assunto davanti alla città.
Ritengo inoltre necessario che tutta la maggioranza sottoscriva un documento politico chiaro e inequivocabile nel quale ciascuno si assuma pubblicamente la responsabilità di sostenere il progetto amministrativo fino alla fine del mandato.
Chi non condivide più questo percorso abbia il coraggio politico di dirlo apertamente ai cittadini.
La politica di Solofra non può vivere chiusa in sé stessa, ignorando ciò che accade intorno.
È inevitabile guardare anche agli equilibri e alle dinamiche che interessano i livelli sovracomunali, compresa l’amministrazione provinciale, perché determinate scelte politiche e determinati comportamenti finiscono inevitabilmente per avere riflessi anche sul governo cittadino.
La credibilità delle istituzioni viene prima degli interessi personali.
Adesso servono chiarezza, responsabilità e rispetto per la città”.
 
Parole chiare, frasi che non hanno bisogno di grandi interpretazioni e che denotano che covano ancora fiamme sotto le ceneri. Una richiesta forte di fare analisi all’interno della stessa maggioranza per capire se ci sono le condizioni per andare avanti, se c’è coesione e unità di intenti, cosa che di sicuro non si può dire fino a ora. Senza dimenticare una richiesta che è diventata pressante ed è quella della nomina del vicesindaco, figura che manca da mesi ormai, e casella che non può certo rimanere vuota. Non c’è una scadenza ma la tempestività è uno dei principali parametri da rispettare. Intanto, alle 18 c’è la seconda convocazione del consiglio. All’ordine del giorno ci sono comunicazioni, lettura e approvazione dei verbali delle sedute del 10 marzo, del 12 marzo, del 13 aprile e del 15 aprile e infine l’approvazione del rendiconto di bilancio di esercizio del 2025.
 

Infine, e questo è un altro dato non secondario, anzi, ci sarebbe da fare anche chiarezza sulla questione del falso ideologico e danno erariale, ipotesi di reato per il quale devono rispondere cinque persone appartenenti alla governance di Palazzo Orsini e per le quali se ne sta occupando la Sezione specializzata in reati contro la pubblica amministrazione della Procura della Repubblica di Avellino in conseguenza del blitz del 16 ottobre del 2025 dei militari delle Fiamme Gialle della Compagnia di Solofra.