Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. È il caso di Luca Caldirola, che a gennaio ha indossato di nuovo la maglia del Benevento dopo la positiva esperienza nel 2019 e 2020 con tanto di gol all’esordio in A a 29 anni. Come in “Benvenuti al Sud”, il difensore della Strega quasi dalla sera alla mattina ha fatto le valige dalla sua Brianza in direzione Sannio per riallacciare un filo interrotto cinque anni fa dopo la retrocessione in B. Silvio Berlusconi (ai tempi del Monza) e Oreste Vigorito sono i due presidenti con i quali c’è stato più feeling, forse due degli ultimi mecenati del calcio italiano che va verso sempre di più nella direzione di multinazionali e fondi ubicati chissà dove.
Eri alla Folgore Caratese che poi ha vinto la D. Arriva la chiamata del Benevento e non ci pensi un attimo, cosa ha pesato di più?
“È stata una scelta di cuore: quando mi ha contattato il presidente Vigorito mi si sono illuminati gli occhi. Volevo venire qui. Mi è stata chiesta la disponibilità ed ho detto che avrei firmato il contratto anche in bianco. Sono legatissimo a questi colori e speravo un giorno di indossare di nuovo la maglia del Benevento”.
Arrivi a gennaio con grande entusiasmo: hai capito subito che c’erano i presupposti per fare qualcosa di straordinario?
“Ho sempre seguito il Benevento anche da tifoso. Avevo visto che c’erano altre squadre attrezzate nel girone soprattutto come Catania e Salernitana. Dai primi allenamenti ho capito lo spessore prima di tutto umano e poi calcistico della rosa giallorossa. Al di là dalle qualità tecniche è il gruppo che ti fa vincere il campionato e così è stato in un girone tutt’altro che semplice”.
Floro Flores tecnico vincente all’esordio: il suo segreto?
“Io non so come era la situazione prima del suo approdo in panchina. Non conosco di persona Auteri. Floro Flores essendo giovane ed avendo smesso da poco di fare il calciatore, si è posto a mio avviso nel miglior modo possibile. Ha saputo toccare le corde giuste. È sempre stato uno di noi. Ha chiesto consiglio quando lo ha reputato necessario ed ha lasciato a tutti massima libertà di esprimersi. Questa squadra ha delle qualità incredibili per la categoria ed in campo si sono viste tutte. È vero che quando vinci tante gare tutto diventa più semplice, ma il mister si è posto con grande umiltà. Era alle prime armi ed è stato perfetto ad approcciarsi al gruppo nel modo migliore”.
Il tuo percorso ha rischiato di essere bruscamente interrotto con quell’infortunio contro il Cosenza: cosa ricordi di quel pomeriggio?
“Anche rivedendo l’azione non si è percepita forse subito la gravità di quello che mi era successo. Io me ne sono reso conto immediatamente perché non avevo più la percezione della faccia e del collo. Ho pensato a qualcosa di molto serio. Avevo subito capito che il setto nasale era rotto. Tutto sommato, però. me la sono cavata rimanendo fuori più o meno un mese. Ci tenevo troppo a rientrare almeno per la Supercoppa e così è stato. Non mi piace stare fermo e già appena giunto in ospedale scalpitavo per riprendere”.
Due semifinaliste dei play off arrivano dal girone C: questo da ancora più valore alla vittoria del campionato del Benevento?
“Nel nostro girone erano presenti squadre molto forti come Salernitana e Catania. Non a caso sono in semifinale dei play off. Vincere il raggruppamento meridionale è sempre molto difficile e questo rende ancora maggiore merito al successo del Benevento”.
Riavvolgiamo il nastro: a Brema esperienza affascinante ma nell’ultima stagione lì hai dovuto fare i conti con qualche problema fisico, arrivi in Italia e porti il Benevento in A, doppietta all’esordio con la Sampdoria l’anno successivo. Direi un sogno?
“Bello. Posso solo descriverlo così. Dopo l’esperienza in Germania dove sono stato bene, ci tenevo tanto a tornare in Italia. Non avevo mai giocato in A ed era qualcosa da provare. Con mister Inzaghi in panchina abbiamo stravinto la B e poi l’anno dopo in A ho realizzato all’esordio contro la Sampdoria la mia unica doppietta da quando gioco a calcio”.
Nella tua carriera hai avuto un presidente come Berlusconi, uno degli ultimi mecenati del calcio: trovi delle analogie con Vigorito?
“Sono due persone di uno spessore umano incredibile e di enorme competenza calcistica. E lo dico con grande consapevolezza perché ho avuto anche presidenti con i quali non ho mai scambiato una parola. Mi ricordo quando Berlusconi disse ‘se dovessi vendere il Milan chi potrebbe comprarlo è Vigorito’. Era un modo per dire che una cosa a lui tanto cara come la squadra rossonera avrebbe voluta affidarla ad una persona della quale si fidava e che stimava tanto come Vigorito. Ho avuto la fortuna di conoscerli entrambi e ne sono davvero felice perché non capita spesso nella vita di incontrare persone così”.
Contratto in scadenza a giugno 2026: si è parlato di rinnovo?
“Io ho dato la mia disponibilità a rimanere anche dopo giugno. Ci tengo al Benevento ed a Vigorito. È appena finita la stagione. Abbiamo speso tante energie ed è giusto staccare un po’, ma ci incontreremo penso a breve per valutare con grande serenità la situazione”.
Hai stravinto la B con Inzaghi in panchina, cosa ritieni sia determinante per fare bene in un torneo così lungo e difficile?
“Serve il gruppo. È quello che nei momenti difficili ti serve a superare le difficoltà. Se bastassero solo i nomi ogni anno, ad esempio, il Real Madrid per dirne una vincerebbe sempre. Il Benevento ha già un’ottima base per la prossima stagione. Sarà compito del diesse trovare i tasselli giusti per puntellare l’organico”.
Criscitiello, presidente della Folgore Caratese, ha detto che con il tuo passaggio al Benevento ha fatto una plusvalenza con un calciatore di 35 anni…
“Non l’ho neanche sentita questa frase e non so se lo ha detto davvero. Sinceramente non mi interessa neanche. Non è un argomento di mia priorità. Sono concentrato solo sul Benevento e sul futuro”.
Quando puoi, ti rechi al PalaTedeschi a vedere le gare del Benevento 5 che è stato promosso in serie A. Sembra che sei una sorta di talismano?
“Mi lega grande affetto alla famiglia Collarile. Sono andati a vederli all’ultima di campionato. In effetti per una strana coincidenza, come nel 2021 quando giocavo nel Benevento, loro sono stati promossi. Scherzando ho detto che quando indosso la maglia giallorossa anche la squadra di futsal viene promossa”.
C’è un futuro come allenatore per Luca Caldirola?
“Allenatore o figura dirigenziale, non so se rimarrò nel calcio. Ora sono concentrato solo sul Benevento. Ho sempre avuto l’idea di fare allenatore, vedremo”.




















