“La rivoluzione delle piccole cose parte da qui”. È il messaggio con cui Nello Pizza ha chiuso la campagna elettorale del centrosinistra in una Piazza Libertà gremita, trasformata per una sera nel cuore politico di Avellino. Accanto al candidato sindaco, i principali riferimenti della coalizione progressista nazionale e regionale, riuniti per lanciare la sfida finale verso le urne.
Ad aprire la manifestazione è stato il momento più personale dell’intera serata: il discorso a sorpresa della figlia Maria Chiara Pizza, che ha tracciato il ritratto umano del padre, tra emozione e orgoglio. Un intervento concluso con la citazione dantesca “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, diventata auspicio politico e richiamo alla rinascita della città.
Dal palco si sono alternati gli interventi dei leader della coalizione. Clemente Mastella ha definito l’alleanza costruita ad Avellino “un piccolo miracolo irpino”, sottolineando il ruolo decisivo dell’area moderata: “Senza il centro non si vince”. Il sindaco di Benevento ha poi proposto un patto tra Avellino e Benevento per rilanciare le aree interne, indicando nel dialogo tra territori la strada per rafforzare il peso politico dell’Irpinia.
Toni durissimi quelli del consigliere regionale Maurizio Petracca, che ha attaccato apertamente gli avversari Gianluca Festa e Laura Nargi. “La città è scaduta per colpa del civismo d’accatto degli ultimi governi”, ha dichiarato, ironizzando sulle promesse elettorali dei competitor. Sull’Alta Velocità promessa da Festa “in cento giorni” ha parlato di “Tso ferroviario”, mentre sul nuovo stadio sostenuto da Nargi ha evocato un “Tso architettonico”, accusando l’amministrazione uscente di non aver mai presentato un progetto concreto in Regione.
Tra gli interventi più applauditi quello del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha rivendicato lo sblocco del Centro Autismo come uno dei primi atti del suo mandato. “I fondi ci sono, servono amministratori capaci”, ha detto, annunciando investimenti per oltre 52 milioni di euro destinati alla neuropsichiatria infantile e ribadendo che “l’acqua resterà pubblica”.
Anche il vicepresidente del Movimento Cinque Stelle Michele Gubitosa ha insistito sull’unità del fronte progressista ad Avellino, attaccando il centrodestra per l’assenza dei simboli nazionali a sostegno dei candidati avversari.
Nel suo intervento conclusivo, Pizza ha marcato la distanza dagli sfidanti: “Noi non ci candidiamo a comandare ma a governare”. Poi l’affondo politico contro Festa e Nargi: “Quel centrosinistra del 2018 non esiste più. I mercanti e i trasformisti che hanno distrutto la città oggi sono altrove”.
Dal degrado urbano all’emergenza abitativa, il candidato ha indicato le priorità del programma: manutenzione dei quartieri, recupero degli spazi pubblici, superamento dei prefabbricati post-sisma e rilancio dei servizi cittadini. “Ad Avellino non funziona niente e si vive male”, ha ammesso, promettendo una nuova stagione amministrativa fondata su “competenza, confronto e passione”.
La chiusura è affidata a due citazioni simboliche: Jannik Sinner, esempio di “persona perbene prima ancora che vincente”, e Aldo Moro: “Meglio avere torto insieme che ragione da soli”. Un messaggio con cui il centrosinistra prova ora a trasformare la piazza in consenso elettorale.


















