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C’è un’altra scadenza che si avvicina, una tensione che si taglia a fette e ogni passo rischia di scatenare polemiche e contestazioni, ma soprattutto di mettere in moto una serie di consigli comunali a breve distanza l’uno dall’altra per la questione della surroga del consigliere comunale dimissionario Gabriele Buonanno.

Si torna nell’aula di Palazzo orsini il 26 maggio alle 10 in prima convocazione o il 27, sempre allo stesso orario, in seconda. All’ordine del giorno ci sono varie comunicazioni, interpellanze e soprattutto questa surroga, come detto.

Ed è qui che sorge il primo problema perchè pare che il primo dei non eletti potrebbe non accettare e quindi servirà una nuova convocazione a breve distanza per il secondo non eletto e così via fino a che non si avrà la risposta affermativa. Insomma il rischio di rivedersi ogni tre giorni per un diniego è grosso e fa anche strano se si pensa che ci possano essere remore ad entrare in Consiglio Comunale a un anno dalle elezioni. Un segnale forte di come non ci sia tutta questa convinzione di affiancarsi a un’amministrazione che ha dimostrato lacunosità nella gestione, specie in questo ultimo periodo.

Intanto si va avanti e ritornano i fatidici 20 giorni decretati dal Prefetto di Avellino per l’approvazione del bilancio con termine che decorre dal 22 maggio. E anche su questa situazione è sorto un problema, comunicativo in questo caso. Ne hanno dato nota i consiglieri di minoranza che hanno denunciato un ritardo nella notifica della diffida del Prefetto da parte della Segreteria.

“In qualità di consiglieri comunali siamo costretti a segnalare la ritardata notifica del decreto di diffida del Prefetto inviato al Comune in data 21 Maggio 2026. Difatti:
in data 22 maggio 2026 il messo comunale ha provveduto a notificare ai consiglieri comunali la sola convocazione del Consiglio Comunale per i giorni 26 e 27 maggio 2026 (prot. n. 8240 del 22.05.2026), trasmessa a mezzo posta elettronica certificata ed inoltre consegnata a mani dei consiglieri ;
nella medesima data del 22 maggio 2026, il decreto prefettizio di diffida – il cui dispositivo assegna al Consiglio Comunale il termine di 20 giorni per l’approvazione del rendiconto, con espresso incarico al Segretario Generale di curarne «la tempestiva notificazione a tutti i componenti del Consiglio Comunale» – non è stato notificato alla generalità dei consiglieri a mezzo PEC;
che, per quanto consta, il predetto decreto prefettizio risulta essere stato recapitato nella giornata del 22 maggio 2026 – e solo a seguito di richiesta diretta degli interessati al messo – agli 8 (otto) consiglieri che nella seduta del 20 maggio 2026 avevano espresso voto contrario all’approvazione del rendiconto, e SOLO ad una parte dei restanti consiglieri comunali di maggioranza .
In qualità di consiglieri comunali abbiamo il dovere di segnalare la presente vicenda, per esigenza di trasparenza e correttezza istituzionale, all’attenzione degli organi competenti, al fine di verificare ed attenzionare la legittimità della procedura o l’eventuale intento dilatorio”.

Insomma una lente di ingrandimento da fissare sulla questione per fare in modo che le operazioni siano fatte legittimamente e soprattutto non si ricorra al classico ritardo per recuperare qualche giorno utile per mantenere in mare una barca che sta raccogliendo acqua da tutti i lati.