C’era anche la nota performer e attivista Valentina Nappi questo pomeriggio in Piazza Libertà ad Avellino, per sostenere il banchetto di raccolta firme promosso da Radicali Italiani, Giovani Democratici. L’obiettivo della mobilitazione è chiaro: raggiungere 50.000 firme a livello nazionale per presentare una legge di iniziativa popolare e cancellare definitivamente la cosiddetta “Tassa Etica”, il discusso balzello che impone un’addizionale del 25% sui redditi (Irpef e Ires) di chi opera nel settore dei contenuti per adulti, dell’intrattenimento e di particolari espressioni artistiche come quelle pornografiche.
Mostrando orgogliosamente il volantino della campagna “Aboliamo la Tassa Etica” ed esibendo il codice QR per la sottoscrizione digitale tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica sul portale stoptassaetica.it, Valentina Nappi ha spiegato i motivi di una battaglia che definisce di civiltà e di libertà economica.
“Che cos’è la tassa etica? È un 25% in più sui redditi, Irpef e Ires”, denunciando una forte discriminazione verso una specifica categoria di lavoratori marchiati dallo Stato come “poco etici”.
A preoccupare la Nappi sono soprattutto le enormi distorsioni tecniche del provvedimento, che rischiano di tradursi in aumenti vertiginosi della pressione fiscale: “La cosa assurda è che, dato che si aggiunge al resto delle tasse, può portare a pagare fino al 150% in più. Paradossalmente, meno guadagni e più paghi“. Il riferimento è ai lavoratori autonomi minori o ai creator digitali: “Chi è nel regime forfettario, che di norma dovrebbe pagare il 5% o il 15%, finisce per pagare le tasse come chi invece guadagna tantissimi soldi”.
Il raggio d’azione della tassa non si limita all’industria del cinema a luci rosse in senso stretto, ma si estende a macchia d’olio su tantissime attività intellettuali e creative. “Chi deve pagare questa tassa?”, incalza l’attivista, “Chiunque rappresenti il sesso in maniera esplicita nell’arte.
Quindi non soltanto i video-produttori, ma anche i fumettisti, chi scrive letteratura erotica, le opere teatrali o i film non pornografici in cui però ci sono scene di sesso esplicite”. All’interno del testo normativo, come ricordato ironicamente dall’attrice, rientrano persino “chi fa l’oroscopo – e non si capisce il perché – e i contenuti che incitano alla violenza, che va poi capito cosa significhi”
E su una sua possibile candidatura politica ferna le indiscrezioni: “L’attivismo politica fa parte del mio impegno da tempo, ma questo non vuol dire proporsi in altre forme. Resto dove sto e punto alle 50mila firme per proporre la legge sull’abolizione della tassa etica”.
E il coordinatore di Piu Europa Bruno Gambardella avverte sulla situazione di forte criticità che definisce come un “ulteriore danno per il gettito italiano. Determinati lavoratori, i quali rischiano di essere costretti a “trasferire la loro residenza fiscale in un altro Paese”.




















