Tempo di lettura: 2 minuti

“Ci siamo divertiti ed appassionati a coltivare pomodori e patate, ma abbiamo imparato anche meglio l’italiano“. Il commento e il sorriso degli studenti sono già il miglior bilancio del progetto: i ragazzi del CPIA di Salerno mostrano con naturalezza le competenze linguistiche acquisite in italiano, frutto di un percorso che li ha visti protagonisti dentro e fuori l’aula.

Al Museo Archeologico di Pontecagnano Faiano, infatti, non è cresciuto soltanto un orto, ma un vero campo di saperi: un laboratorio condiviso che ha unito il Centro per l’Istruzione degli Adulti di Salerno Paulo Freire, il Museo e il Comune di Pontecagnano. Un progetto che ha trasformato gli spazi di via Lucania in un luogo di apprendimento concreto, inclusivo e profondamente partecipato. Coltivando pomodori, basilico, rosmarino cubano e patate, gli alunni hanno dovuto necessariamente imparare questi termini, guidati dai dicenti Ciro Cascone e Maria Antonietta Coccaro ma anche immergersi nella storia del nostro territorio che, anche attraverso queste iniziative, punta a migliorare inclusione ed accoglienza dei cittadini extracomunitari. 

Questa mattina la dirigente scolastica, Maria Montuori insieme alla direttrice del Museo, Serena De Caro e all’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Pontecagnano, Gerarda Sica, ha tracciato il bilancio dell’iniziativa, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni abbia generato un modello educativo replicabile, capace di mettere al centro persone, competenze e cittadinanza attiva.

Per la scuola, è stato anche il modo più significativo per chiudere l’anno scolastico: con un’esperienza che ha fatto crescere piante, parole e relazioni.