Un tuffo nel futuro ma serve un occhio anche al contesto: la traduzione è che non basta fare i lavori lungo le strade, serve anche rimetterle nella condizione originaria evitando di creare disagi alla circolazione, pericoli e danni per gli automobilisti, e ripristinare le condizioni di sicurezza. Il tutto nel minor tempo possibile.
Non sempre accade, il più delle volte vengono messe delle vere e proprie toppe o, nella peggiore delle ipotesi, viene ridotta la carreggiata. La segnalazione arrivata, stavolta, coinvolge la strada che conduce da Benevento e Pietrelcina, sottoposta a lavori per la creazione di cavidotti utili a convogliare l’energia da parte dei numerosi impianti di rinnovabile che stanno venendo fuori come i funghi.
Strada appena asfaltata in alcuni punti, distrutta e rimessa in sesto alla meno peggio con avvallamenti, buche e dislivelli che rendono la carreggiata più stretta di quanto già non lo sia.
Una realtà che è abbastanza frequente percorrendo le strade del Fortore e del Tammaro, quelle soggette a lavori di questo genere con l’installazione di pannelli fotovoltaici e turbine. Un fatto che sta cominciando a riguardare anche il capoluogo e che fa emergere il dato del rimettere le cose a posto nel massimo dell’economia, il più delle volte da privati addirittura.
La toppa peggio del buco, insomma, quando sarebbe logico pensare di rimettere le cose così com’erano prima di ogni intervento. La logica vorrebbe questo, la realtà dice altro.




















