Mercogliano saluta Ciro Cascina, conosciuto da tutti come Ciretta, con parole di profonda commozione affidate dal sindaco Vittorio D’Alessio a un messaggio di ricordo e vicinanza alla comunità.
Il primo cittadino ha descritto Ciretta come una presenza capace di lasciare un segno, una persona che aveva saputo trasformare la propria vita in una storia da raccontare, il sorriso in una forma di resistenza e la propria identità in una testimonianza di coraggio.
«Ciro Cascina era una presenza luminosa, una voce libera, un’anima capace di trasformare la vita in racconto, il corpo in memoria, il sorriso in resistenza», ha scritto il sindaco, ricordando una figura profondamente legata alla comunità mercoglianese.
Nel messaggio Dalessio ha sottolineato anche il legame di Ciretta con la tradizione del pellegrinaggio a Santuario di Montevergine e con la Candelora di Montevergine, un appuntamento storico fatto di fede, musica, colori e identità popolare.
Secondo il sindaco, Ciretta rappresentava lo spirito di quel cammino verso Mamma Schiavona, simbolo di accoglienza e protezione: una presenza capace di portare con sé la forza di chi affronta il giudizio degli altri senza rinunciare a essere sé stesso.
«Montevergine è da sempre luogo di accoglienza e di misericordia popolare – ha ricordato Dalessio – un luogo dove tante storie trovano riparo, dove le differenze diventano preghiera e dove il dolore si scioglie nel canto e nella devozione».
Il ricordo del sindaco restituisce così l’immagine di Ciretta come parte della memoria collettiva della città: non solo una persona conosciuta e amata, ma una figura diventata simbolo di autenticità, coraggio e appartenenza.
«A Ciretta diciamo grazie – conclude il messaggio – per il suo coraggio, per la sua poesia, per aver ricordato a tutti noi che una comunità è davvero grande quando sa custodire ogni sua voce».
La comunità di Mercogliano si stringe dunque nel dolore per la sua scomparsa, affidando il suo ricordo alla strada di Montevergine, ai canti, ai tamburi e alla luce della Candelora.
«Che Mamma Schiavona l’accolga sotto il suo manto. Ciao Ciretta. La Città di Mercogliano non ti dimenticherà».




















